32984798_1421948067911387_5551479426056716288_nLa seconda giornata del Festival ha avuto inizio a Castelpoto, comune welcome della Rete Caritas-Consorzio “Sale della Terra”. Una tavola rotonda “Terre di relazioni: PTRI e Rei” durante la quae hanno fatto incursione gli attori della Cooperativa “Imaginaria” di Claudio D’Agostino, che hanno rappresentato brani frutto del laboratorio creativo che in questi mesi hanno tenuto nello Sprar di Castelpoto. Temi focali della tavola rotonda sono stati la necessità di attivare processi generativi, attraverso misure già esistenti quali Percorsi Terapeutici Riabilitativi Individualizzati e Reddito di Inclusione Sociale per raggiungere l’obiettivo finale, ovvero essere comunità ad esclusione zero. Ed è quanto ha sostenuto lo stesso sindaco di Castelpoto, Vito Fusco “Non vogliamo fermarci alla semplice accoglienza, vogliamo andare oltre, per abbracciare il tema del welcome a tutto tondo e diventare un comune a esclusione zero”.

Lucia Fortini, Assessore alle Politiche Sociali e Istruzione della Regione Campania, ha sottolineato che la Regione non ha indietreggiato di un passo rispetto alle politiche sociali, nonostante il debito economico ed ha indicato il Rei ed il Ptri come misure che hanno il comune denominatore di mettere al centro la persona, per restituirgli un futuro, un progetto con un processo di accompagnamento della persona nel rinserimento nella società.

“Avere una misura nazionale è fondamentale in un Paese diversificato come l’Italia, è la base per costruire un percorso di miglioramento, anche a livello locale. In Italia ci sono più di 5 milioni di persone in povertà assoluta, è un processo lungo e non è un processo magico. La priorità è garantire le risorse per sostenere la realizzazione dei processi personalizzati e rendere uniforme la distribuzione territoriale dei punti di accesso del Rei” è quanto ha dichiarato Nunzia De Capite, sociologa di Caritas Italiana, mentre Luca Pacini, Capo Dipartimento “Welfare e Immigrazione” ANCI e Direttore Fondazione CIttalia, ha indicato il Rei come welfare di sviluppo ed ha aggiunto “Qui si fa una cosa più importante della solidarietà che è la battaglia per il diritto, che è una battaglia per tutti”.

Ancora una volta “Porti di Terra” si presenta come la possibilità di conoscere esempi postivi di accoglienza, modelli di quell’Italia che non ti aspetti e che invece esistono, ci sono e pulsano, come del resto ha sottolineato il professore Leonardo Becchetti, ordinario nell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata: “Dobbiamo salire la china sull’organizzazione sociale e politica. Dobbiamo avere il coraggio di creare imprese che siano degli ibridi, come accade qui con il ‘Sale della Terra’, imprese di incontro tra profit e no profit per creare valore economico e valore sociale in maniera sostenibile. Abbiamo bisogno di enzimi sul territorio che facciano comunicazione e formazione sul territorio”. Alla tavola rotonda sono intervenuti anche Pasqualina Luciano, dirigente dell’IC “Padre Isaia Columbro” di Foglianise ed il professore Angelo Righetti, presidente di Res.Int.

All’interno del Festival, focus su un tema probabilmente poco preso in considerazione, la tratta. Presso l’orto di Casa Betania si è tenuto un incontro dal titolo “Fuori tratta” in cui più volte si è ribadito il concetto che immigrazione e tratta, appunto, sono due fenomeni diversi ma che si intrecciano, in primis perché non c’è accoglienza. “Siamo noi a trasformare le persone in merce” ha affermato a tal proposito Aldo Policastro, Procuratore di Benevento che ha successivamente messo in evidenza di quanto sia difficile avvicinare le persone ostaggio di tratta  e fra comprendere loro che ci siamo per dare aiuto, senza che queste abbiamo paura di un rimpatrio. Andrea Morniroli, Responsabile Area “Tratta, prostituzione, marginalità urbane” della Coop. Dedalus, oltre a confermare l’immigrazione come fattore primario, ha annoverato lo sfruttamento del mondo del lavoro come altra causa che intrappola le persone nella tratta, additando le politiche operanti incentrate sul contenimento e sulla repressione, piuttosto che sull’accoglienza. Mariaelena Morelli, Coordinatrice Sprar Caritas Benevento, cura anche uno sportello anti tratta in collaborazione con Dedalus, con la Procura della Repubblica di Napoli e di Benevento: “Non abbiamo solo segnalazioni, ma siamo stati noi stessi anche all’interno dei nostri Sprar a individuare quelle caratteristiche che ci hanno fatto pensare a donne presumibilmente vittime di tratta, che poi si sono effettivamente verificate come tali” ha spiegato “ Purtroppo quella che appariva una realtà, una sorta di oasi rispetto ai territori limitrofi del casertano e del beneventano, si sta rivelando il nostro territorio sempre di più questa piaga e in maniera sempre più allarmante”. Nonostante le difficoltà oggettive nel potersi avvicinare a queste persone ed aiutarle, è anche vero che molte di loro che sono state individuate hanno denunciato o sono entrate in un programma di protezione. La tratta, oggi soprattutto di donne nigeriane che sono alle dipendenze di una madame è frutto di una malgestita accoglienza che favorisce traffici clandestini di esseri umani, conferendo potere a chi lucra sulle persone usandole come merce. Succede nei paesi da cui un migrante parte e soprattutto nel porto di approdo, quello che dovrebbe essere un porto di felicità e di vita nuova. Sono intervenute in materia anche Maria Di Carlo, Cons. dell’Ordine degli Psicologi della Campania e la Dottoressa Carmen Festa, psicoterapeuta, referente per il supporto psicologico nei centri antiviolenza E.V.A.

A Torrecuso si è parlato, invece, di “Terre per Restare”, con Pino Ciociola, giornalista ed inviato di “Avvenire”, “Terre violate” ed in chiusura la proiezione de “L’ordine delle cose” un film di Andrea Segre.

DSCF5579