L’assessora dem caudina Giulia Abbate è intervenuta a seguito del nostro articolo [Giulia Abbate attacca (in ritardo) Del Basso De Caro e “chiede” il commissariamento del Pd sannita] che la chiamava in causa dopo un suo post su Facebook in cui Abbate interveniva sulla questione del possibile commissariamento della Federazione Irpina del Pd “auspicato” dal deputato dem Umberto Del Basso De Caro. La questione irpina è stata colta da Giulia Abbate e declinata in prospettiva sannita. Il suo intervento ha generato molto dibattito e anche noi abbiamo detto la nostra.

Ci sembra giusto dare spazio a Giulia per alcune precisazioni, sia al mio articolo (i rilievi sono sempre ben accetti) e sopratutto sulla vita interna del Pd sannita di cui Giulia Abbate è autorevole esponente. Di seguito l’intervento:

Gentile Direttore talvolta un pizzico di memoria servirebbe a declinare con maggiore attenzione indicazioni ed accuse di ritardi o di occasione perse. Il mio massimo pregio coincide con il più grande difetto che un politico possa avere. Ho buon carattere e tendo a dimenticare. La mia vita nella federazione provinciale è stata connotata dalla solitudine. Quando tutti erano saldamente agganciati alla “greppia” decariana, la sottoscritta era sola ed isolata.

I risvegli o meglio i ravvedimenti, quelli sì patologicamente tardivi, vanno nella direzione auspicata e li ho salutati come tali. Ma io sono troppo autonoma per subire fascinazioni di candidi risvegli che hanno esclusivamente il sapore della contrapposizione. Sarò demodé ma la politica non è contrapposizione o non è solo contrapposizione. Dovrebbe mirare alla costruzione.

La mia solitudine mirava ad una visione diversa della politica ma allora il re era troppo forte e i rivoluzionari di oggi mancavano di coraggio. Oggi il re è quasi nudo e la greppia poco succulenta ma, ciò non di meno, il partito è nelle secche ostaggio di una parabola discendente che ritrova entusiasmo in altri campi e per altre ragioni. Piuttosto permettimi la correzione. Non sono ritardataria io. Sono gravemente ritardatari gli altri. Io sono pigra, di una pigrizia ai limiti del catatonico alimentata da questi fortilizi assediati che ormai proteggono solo loro stessi. Con simpatia Giulia”.