Gli eroi di Berlino in B. Buffon: “Cannavaro? Va premiata l’umiltà”

Nella foto Fabio Cannavaro, Filippo Inzaghi e Alberto Gilardino abbracciano Gigi Buffon subito dopo il rigore vincente di Fabio Grosso – Berlino, 9 luglio 2006 (Imago / Ulmer)

Qualcuno l’ha definita ‘B come Berlino’, altri come la Lega cadetta una ‘B Mundial’: non si parla d’altro dall’arrivo di Fabio Cannavaro a Benevento, il quarto campione del mondo 2006 ad unirsi alla sfilza di iridati azzurri che arricchiscono un campionato sempre più entusiasmante. Il capitano dell’Italia di Lippi, Gigi Buffon e Fabio Grosso: tre protagonisti della cavalcata trionfale fino a Berlino, che si ritrovano sui campi della cadetteria a contendersi la massima serie. Il primato però al momento è nelle mani della Reggina di Pippo Inzaghi (una presenza e un gol in Germania), che nella manifestazione di sedici anni fa era il panchinaro di lusso di una Nazionale che vedeva Alberto Gilardino titolare (attuale tecnico della Primavera del Genoa, in un qualche modo anche lui legato alla B).

E non finisce qui, perché la seconda serie italiana ha accolto in estate un altro campione del mondo, con la sua Spagna che raccolse proprio il testimone dell’Italia nel 2010, ovvero Cesc Fabregas. Socio azionario del Como insieme a un’altra stella che ha alzato al cielo il trofeo più ambito del mondo, Thierry Henry, si sfiderà sul campo con il totem del calcio azzurro, quel Buffon ancora a guardia dei pali del Parma che proprio non ne vuole sapere di appendere i guantoni al chiodo. Ha scherzato l’ex Juventus a margine del Festival dello Sport di Trento, intervistato dalla Gazzetta dello Sport riguardo all’approdo del suo amico Cannavaro nel Sannio: “Se Benevento, Reggina, Frosinone e Parma dovessero andare insieme ai playoff, giocheremo il quadrangolare a Berlino” ma c’è anche spazio per una riflessione: “Vederli tutti in B significa che il calcio sta tornando meritocratico e questo è molto bello perché non è il nome che ti fa allenare direttamente in Serie A ma c’è un percorso da seguire. La loro umiltà va premiata”. Ritroverà i vecchi compagni sotto una nuova veste, li raggiungerà anche lui in panchina? “Prima di tutto ho promesso a mia moglie e alla mia famiglia di raggiungerli, poi ci sarà tempo per pensare anche in base ai miei stimoli”.

Protagonisti che hanno fatto e continuano a fare la storia del calcio italiano e internazionale, tutti riuniti sotto un’unica lettera, quella B affascinante e sempre più competitiva nella quale il Benevento non vuole proprio recitare un ruolo da comprimario. La Strega grazie ai legami del diesse Pasquale Foggia ha attirato due campioni del mondo e due amici di lunga data quali Inzaghi e Cannavaro, scrivendo record su record con il primo e provando a rialzare la china con il secondo. Di fatto, anche lei è diventata parte di quella storia bellissima che un tempo si ammirava soltanto in tv. I due si sfideranno al ‘Granillo’ il 27 novembre (ore 12.30), con Pippo uscito indenne dal doppio confronto della scorsa stagione alla guida del Brescia, gli unici precedenti contro i giallorossi (0-1 all’andata, 2-2 al ritorno). Il ricco programma già prevede un bel face-to-face tra Grosso e Buffon la prossima giornata in Parma-Frosinone: come SuperPippo, nessuno dei due ha ancora sfidato Cannavaro, ma la Strega sì. L’ex terzino della Nazionale in cinque gare ha timbrato tre successi ma anche due sconfitte: la prima a Verona nel giorno di Pasquetta (tripletta di Coda ai danni dell’Hellas), l’ultima poche settimane fa al ‘Vigorito’. Qui invece la sua prima apparizione da avversario Buffon l’ha fatto soltanto lo scorso 5 febbraio in un Benevento-Parma terminato a reti bianche (all’andata 1-0 per i ducali e porta inviolata contro i sanniti per lui). Save the date: 16^ giornata in programma l’8 dicembre, quando al ‘Tardini’ si sfideranno Buffon e Cannavaro mentre al ‘Granillo’ sarà Reggina-Frosinone, Inzaghi contro Grosso. Per un giovedì da campioni.

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