Il grido del Fortore: “Per curarci ci affidiamo al Padre Eterno?”. Volpe: “Teniamo a voi”

“Un codice rosso da Baselice impiega un’ora di norma per arrivare in ospedale, due ore in inverno” dice Andrea Cormano, consigliere di minoranza che porta avanti la battaglia del comitato “No demedicalizzazione 118”. A turno prendono la parola i cittadini, ponendo le loro istanze ai sindaci presenti e al dg dell’Asl Gennaro Volpe, seduti di fronte. “Mia madre è malata e da Campobasso ci hanno cacciato. Dove dobbiamo andare per curarci? Ci affidiamo al Padre Eterno” la rabbia di un cittadino. Provocazioni tramite slogan impressi su manifesti: “Fortore – Miscano cittadini di seconda classe: vietato ammalarsi” si legge su uno di essi. “Umanità negata e speranza svanita. No all’ambulanza senza medico” e “Ambulanza del 118, carrozza senza cocchiere! Abbandono e indifferenza” gli altri esposti durante l’incontro pubblico che ha permesso al direttore Volpe di fare chiarezza e illustrare il piano di riorganizzazione del 118 nel Sannio.

“Non è vero che nel Fortore non abbiamo investito anzi, a spesa dell’azienda abbiamo aumentato le automediche. Non c’è stato un rimaneggiamento ma lo spostamento di un medico su un’altra auto, potenziando al contempo tutte le attività dell’emergenza in questa zona” il commento del numero uno dell’Asl sannita, che invita tutti alla serenità: “Stiamo portando avanti un progetto sperimentale che ha velocizzato il trasporto d’urgenza e sta già dando i primi frutti. La demedicalizzazione è ormai in tutta Italia ed è prevista dalla norma. Purtroppo mancano medici, ne abbiamo 56 e alcuni anche in autoconvenzione stanno assicurando un grande servizio. L’appello ai sindaci è di lavorare insieme per affrontare tutte le difficoltà”.

“Noi teniamo alla salute dei nostri cittadini” ribadisce. “In una situazione geografica complicata come questa, abbiamo aggiunto le automediche per raggiungere più velocemente i luoghi interessati. Abbiamo fatto un concorso per medici e dobbiamo valutarne gli esiti”. Ma è proprio sul personale che si tocca la nota più dolente: “Abbiamo realizzato tutti i progetti nell’ambito del Pnrr: case e ospedali di comunità, i Cot. Adesso c’è una gara per l’affidamento dei lavori con la Regione, ma le due incognite sono: l’aumento dei costi del 30% per l’azienda e soprattutto il personale. Stiamo cercando di arruolare figure professionali, a Cerreto il lavoro va avanti e siamo pronti con l’hospice ma per un problema legato alla sismicità l’apertura slitta a inizio ottobre”.

Intanto oggi a Roseto Valfortore è stata inaugurata la prima delle otto Piccole Case della Salute dislocate tra le valli del Fortore e i monti della Daunia. Sei sono previste nel Sannio: Baselice, Morcone, San Giorno la Molara, San Bartolomeo in Galdo, San Marco dei Cavoti e Sassinoro. Proprio qui domani taglio del nastro alle 15.30 per l’inaugurazione della struttura prevista all’interno del progetto “Piccole Comunità in Salute” sostenuto dalla Fondazione Con il Sud, con soggetto capofila Croce Rossa Italiana e partner Asl Benevento: “Un ottimo lavoro della Croce Rossa che come azienda sanitaria patrociniamo” il commento di Volpe. Il presidio sanitario erogherà prestazioni di medicina leggera, telemedicina, consegna farmaci, assistenza domiciliare, trasporto sanitario e tanto altro, con personale qualificato.

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