“I cani”, una cruda ed emozionante storia di libertà firmata “Exit Strategy”

27459071_10204591401502665_1959128407901555715_nUna cruda storia d’amore e libertà. Questo è “I cani”, il cortometraggio teatrale dell’associazione “Exit Strategy” impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne ed in difesa della libertà femminile. Il corto, andato in scena venerdì 2 e sabato 3 febbraio presso il Nuovo Magnifico Visbaal Teatro, racconta la tormentata storia di Rosa Speranza, una donna che ha urgente bisogno di chiudere con un buio passato fatto delle gelosie e della morbosità di Ciro e godersi finalmente la sua vita con l’unico amore della sua vita: Giovanni.

Rosa, appena tornata a Napoli, si reca subito a  salutare la signora Titina (inferma, impossibilitata a parlare e costretta a passare la vita su una sedia a rotelle) che ella giudica come una madre anzi “meglio di una madre”. Inizia così il racconto del passato di Rosa Speranza, un flashback che ci riporta a 15 anni prima, in una Napoli attraversata dalle guerriglie sociali post 68′, dalle lotte operaie e da sommosse politiche. Allora  Rosa era solo una bambina; una bambina molto bella che al contempo era la “donna” di Don Ciro, un camorrista. Così, la giovanissima Rosa fu obbligata ad un amore che non desiderava e le fu imposto un uomo che solo dopo qualche tempo imparò, inevitabilmente, ad amare. Poi, improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno l’incontro casuale con Giovanni e la scoperta di un amore nuovo, puro, reciproco e libero; un’amore che viveva di appuntamenti clandestini, baci rubati e di tanta, tanta paura.

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La storia tra Rosa e Giovanni fiorisce nel periodo di prigionia di  Ciro. Allora, i due amanti iniziano a vedersi sempre più frequentemente fino al ritorno di Ciro che, come un cane, torna a marcare il suo territorio, torna a difendere e a vigilare sul suo osso. Giunta all’esasperazione, Rosa trova il coraggio per eliminare l’ostacolo tra lei e Giovanni, tra lei e l’amore, tra lei e la libertà. Uccide, con sei colpi di pistolla, Ciro.

Terminato il racconto alla silenziosa ma eloquente Titina, Rosa vuole chiudere con quel passato oscuro, abbandona la pistola sul tavolo in un gesto che sembra promettere: da oggi sarò una donna nuova che non avrà più bisogno di violenza e pronta a godersi la libertà. Un ultimo respiro profondo, un’ultimo bacio in fronte a Titina e Rosa Speranza esce dalla stanza ma il suo momento di libertà dura solo qualche secondo. Si odono colpi di pistola. Rosa è stata uccisa, qualcuno ha vendicato Don Ciro e la libertà ha avuto un prezzo troppo alto, più alto della vita.

Lo spettacolo, per la regia di Linda Ocone, ha visto la partecipazione di Alda Parrella e Grazia Ocone. Le musiche sono state curate da  Luigi Buonaguro.

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L’iniziativa ospitata dal Nuovo Magnifico Visbaal Teatro è una produzione Exit Strategy e parte del ricavato andrà a proprio a finanziare questa associazione.

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