I due volti della Strega e quei numeri che parlano per Cannavaro

Foto LaPresse

E’ un Benevento che piace a metà quello uscito indenne dal ‘Granillo’ di Reggio Calabria dopo aver chiuso la prima frazione sotto di due reti. Moscio, poco reattivo e abulico, soprattutto dopo il vantaggio di Hernani dal dischetto, tutt’altra cosa rispetto alla ripresa: assetto offensivo, voglia di riprenderla e determinazione che fanno il paio con una Reggina limitatasi a gestire e a protestare oltremodo a ogni decisione dell’arbitro. Il 2-2 in riva allo stretto va più che bene considerato il primo tempo largamente insufficiente. “Stretto” nel senso più pregnante del termine, analizzando le parole di Cannavaro nel post-partita, soddisfatto della risposta arrivata nella ripresa, molto meno di come si è giunti all’intervallo: per il tecnico tre punti, come a Ferrara, erano alla portata ma di certo non si raggiungono con primi tempi del genere, quasi quanto scalare una montagna.

Nelle quindici gare finora giocate in questa stagione, Coppa Italia inclusa, la Strega è andata sotto otto volte (quattro con Caserta, altrettante con Cannavaro) riuscendo ad evitare la sconfitta soltanto in tre occasioni e tutte con il Pallone d’Oro 2006 in panchina (1-1 al suo debutto con l’Ascoli, 1-2 a Ferrara dov’è arrivato l’unico successo in rimonta dei giallorossi, oltre al 2-2 di ieri). Un trend, nelle situazioni di svantaggio, sicuramente migliore rispetto al suo predecessore, ma è chiaro che l’ex allenatore del Guangzhou voglia infondere nel gruppo quello spirito vincente che porti a guidare le partite e a condurle dalla propria parte piuttosto che subire gli eventi. Vengono in soccorso, in questo caso, sempre i numeri: tre le volte in cui a passare in vantaggio sono stati i giallorossi durante la gestione Cannavaro, e in nessuno di questi casi è arrivata la vittoria (1-1 a Bolzano, 1-1 con il Bari, addirittura peggio con la Ternana da 2-0 a 2-3). Ecco tradotte in termini statistici le parole del trainer napoletano dopo il pari del ‘Granillo’, che ha comunque consentito di allungare la striscia positiva (6 punti in quattro gare) guardando con ottimismo al futuro nonostante una posizione in classifica non ancora del tutto rassicurante.

C’è da dire che i quattro gol, ambo le parti, sono frutto di episodi nonché di errori gentilmente concessi dalle retroguardie: il goffo intervento di mano di Pastina che spiana la strada al vantaggio reggino dagli undici metri; il raddoppio di Canotto frutto di una ripartenza gentilmente concessa da Farias nell’area amaranto e concretizzata con la carambola di Letizia, addirittura in sei bianchi contro tre calciatori di casa. Non da meno gli uomini di Inzaghi sul gol di Improta, bravo a ribadire in rete un pallone preda di nessuno, e sul pari contestatissimo di Acampora, più attenti nel recriminare con Zufferli per il corner concesso che nel badare a difendere (e sull’episodio di Capellini si potrebbe replicare ai complottisti di professione che a occultare la visuale di Ravaglia ci pensano i compagni di squadra piuttosto che un avversario a terra, tra l’altro evidentemente spinto, e ininfluente nello svolgimento dell’azione).

Tutto ciò detto, non va ridimensionato lo spirito mostrato dai sanniti nel secondo tempo, ritemprati anche dai ritorni di diverse pedine importanti come Acampora e Viviani, che hanno cambiato il volto del centrocampo, ma anche dei vari El Kaouakibi e Kubica, elementi di contorno ma pur sempre nuova linfa nelle gambe di un collettivo falcidiato dagli infortuni. Senza fronzoli, Cannavaro ha operato tre sostituzioni all’intervallo chiamando alla riscossa i suoi e credendo in un pareggio che in situazioni diverse sarebbe stato difficile da immaginare. La nuova coscienza di gruppo, la consapevolezza dei propri mezzi e il carattere venuto fuori seppur alla lunga premiano il lavoro del tecnico napoletano che ha ricompattato una rosa di pastafrolla. C’è bisogno di tutti e anche quando l’attacco piange, e non accenna a rinsavire, ben vengano i gol dagli altri reparti: a Reggio diversi singoli sono risultati insufficienti, mentre altri si sono presi la scena propiziando il 2-2, spinti comunque dalla forza del gruppo.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.