Saranno Erasmo Mortaruolo e Antonella Pepe i candidati sanniti del Partito Democratico alle prossime elezioni Regionali: a Molinara, ieri, giochi fatti per la ricandidatura del consigliere uscente e per il prevedibile slancio dell’ex consigliera comunale di Apice e segretaria regionale dei Giovani Democratici, componente attuale dell’assemblea Nazionale del Partito. Aveva dato la sua disponibilità anche la militante di lungo corso Mena Laudato, sostenuta dal circolo e dal sindaco di Arpaise.

“La candidatura del giovane consigliere regionale uscente, alla prima Consiliatura, è apparsa, nella stragrande maggioranza degli incontri, dove pure sono emersi toni critici rispetto all’organizzazione di un rapporto più strutturato “territori-partito-regione”, una dato politico perfino scontato” ha detto il segretario provinciale Carmine Valentino durante la relazione al teatro aperto di Molinara, aggiungendo che “il consigliere regionale non è mai stato in discussione come avvenuto in altre occasioni. È opinione ampiamente maggioritaria”. Per quanto riguarda invece la disponibilità della giovane Antonella Pepe, “è stata positivamente supportata da circa l’80% (52 circoli su 65) con i rimanenti altri non pronunciatisi sulle indicazioni specifiche di genere, sia dei circoli che dei riferimenti territoriali incontrati, con analoga percentuale anche dei sindaci/amministratori. Non sono state acquisite – inoltre – altre valutazioni o specifici supporti se non una riflessione del Circolo e del Capogruppo Consiliare di Benevento di valutare la possibilità di una rappresentanza cittadina, a prescindere dal genere. La valutazione della stessa ho ritenuto farla vagliare direttamente dalla Assemblea odierna se formalizzata”.

Ed è proprio sulla rappresentanza del Comune capoluogo che monta la rabbia del consigliere Raffaele Del Vecchio, assente ieri nel Fortore: “Non ho partecipato alle consultazioni del PD e non parteciperò all’assemblea provinciale di stasera (ieri). Chi ha deciso di far prevalere la regola della maggioranza negli organismi sulla logica unitaria, è giusto che si assuma fino in fondo la responsabilità delle scelte e dei risultati. I candidati del PD sono Mino Mortaruolo ed Antonella Pepe e lo sappiamo da mesi. Tanto le consultazioni quanto l’assemblea provinciale rappresentano una pura messinscena” attacca duramente la segreteria provinciale (Valentino) e Umberto Del Basso De Caro. “Sul piano politico, questo è il definitivo tramonto di una soluzione unitaria sulle candidature. La totale mancanza, poi, di un confronto programmatico sul futuro del Sannio appare addirittura surreale. Mortaruolo e Pepe sono i candidati di De Caro e Valentino, non dell’intero Partito Democratico. Non c’è un candidato di Benevento, dove si voterà il prossimo anno, né uno delle valli più popolose del Sannio. Un errore enorme”.

Fioccano le polemiche anche sul fronte Giovani Democratici, che si scagliano contro la segreteria Valentino: “Ci teniamo a prendere le distanze dal metodo poco democratico di agire della Segreteria Provinciale perché non vogliamo apparire come complici; la verità è che fino ad ora siamo stati succubi di decisioni prese in sordina evitando il confronto con i membri (in particolare la base) del partito. L’unica nota positiva è rappresentata dal Circolo Cittadino, che ci ha da subito accolto, in particolare per quel che riguarda eventi di matrice culturale, che spesso ci ha supportato e fatto sentire parte di una famiglia. […] Con profondo rispetto verso tutti gli organi, i militanti e gli iscritti, dal primo all’ultimo, abbiamo ritenuto doveroso esprimere il nostro disappunto perché è inaccettabile che all’esterno (e anche all’interno) il PD Sannita sia considerato un giocattolo nelle mani di pochi. Rivendichiamo il rispetto di un elemento fondamentale dello Statuto del Partito Democratico: l’unità del Partito. La Segreteria Provinciale preferisce far prevalere metodi e forme di una “dittatura della maggioranza”, che non ha nulla a che vedere con ciò che dovrebbe essere una comunità politica, per lo meno come la intendiamo noi”.

Proprio da Molinara è arrivata la risposta di Carmine Valentino: “Le dichiarazioni rese dai Giovani Democratici, del tutto fuori luogo e probabilmente “condizionate da altri fattori esterni”, mi hanno sorpreso. Da segretario di federazione ho assunto, proprio di recente, la decisione anche di fornire luoghi e spazi fisici proprio in federazione per accrescere la presenza nelle dinamiche e crescita del Partito da parte delle nuove generazioni. Sono disponibile a capire le ragioni di tali esternazioni, confermando, come sempre, la mia disponibilità a confrontarmi e valutare le eventuali proposte da sottoporre all’attenzione del Partito. Come sempre… anche con la presenza, se ritenuto, di chi è stato “debitamente avvisato quali organi di partito competenti”, non avendo a riguardo alcuna notizia”.

In merito ai ticket democrat, Valentino durante il suo discorso ha ripercorso le tappe delle consultazioni avvenute nei giorni scorsi: “Abbiamo convocato 69 circoli comunali, i componenti l’assemblea nazionale, tutti i sindaci e gli amministratori della città capoluogo. Solo due i circoli che non hanno dato alcun riscontro, nemmeno telefonico o telematico. Telese e Melizzano. Similmente è accaduto per gli amministratori… Come potete confermare, a tutti è stato rappresentato lo stato delle cose, ovvero la pervenuta disponibilità alla candidatura da parte del consigliere regionale uscente, Mino Mortaruolo, e di Antonella Pepe, nelle settimane pre-lockdown. Circa 20 giorni fa, comunque prima dell’avvio delle Consultazioni, a seguito di un incontro in federazione, il partito ha preso atto della disponibilità di Mena Laudato. Nella penultima serata di incontri, anche Pina D’angelo ha manifestato la sua possibilità di correre per il Partito Democratico alle prossime elezioni regionali, poi ritirata. Questi i fatti. Inconfutabili.

Nessun’altra proposta, richiesta, disponibilità di candidatura è stata avanzata al PD sannita e ai suoi organi da parte o in nome di gruppi, aree o correnti del partito, vere o presunte che fossero. La discussione e il vaglio sarebbe avvenuto, come è giusto e sacro che sia, negli organi deputati. Dovrebbe essere noto anche ai più disattenti, che nei partiti si usi fare così. L’ultima riunione della Direzione del 02 marzo u.s. si chiuse, in modo unanime, con un documento politico sottoscritto da tutti. Poi si sono succeduti, per i noti impedimenti Covid, una serie di incontri gestiti sul web. Nessuna richiesta acquisita, nessuna convocazione degli organi avanzata o disposta, avendone tutte le possibilità. Solo dichiarazioni e mezzo stampa in spregio e a danno di quel partito che, a parole, si dice di voler rafforzare e valorizzare. In ogni caso, eccovi quanto emerso dagli incontri, nel corso dei quali non sono mancati toni critici ma sempre propositivi e di forte attaccamento al partito”.