Il Richiamo degli angeli e altre storie è l’ultimo libro di Graziana Gagliarde, alias Dafne Dükãs, pubblicato dalla casa editrice Kimerik. L’autrice, laureata in Lingua e Letteratura straniera e successivamente in Letteratura e culture comparate, entrambe con lode, presso “L’Orientale” di Napoli, dopo l’importante successo editoriale ottenuto grazie la sua prima pubblicazione nel Novembre del 2018 con Una magica pioggia di stelle e altre storie, libro dedicato all’infanzia, ora ci delizia con una nuova raccolta, quattro racconti, che vedono, questa volta, come protagonisti ragazzi e adolescenti. Attraverso le vicende narrate, l’autrice ci permette di avventurarci in un viaggio ricco di scoperte i cui effetti generano stupore e meraviglia. Stupore in quanto tale scrittura accompagna il lettore nelle profonde trame dell’esistenza, meraviglia, generata dall’emozionante narrazione, perché ciò che si incontra sorprende, spiazza. Si tratta di uno stile narrativo grazie al quale la complessità dell’esistente è espressa con straordinaria semplicità. Storie toccanti e profonde che suscitano forti emozioni e generano domande. Invitano a riflettere. Semplicità e complessità coesistono reciprocamente nell’unico gesto di scrittura proprio dell’autrice, in cui attraverso la semplicità si s-vela il senso non univoco della realtà. L’articolazione della trama del testo è tale da condurre per mano, passo dopo passo, verso lo strato profondo che esprime l’intenzionalità, il voler dire, dell’autrice.

L’accesso a questo livello ulteriore caratterizza lo stile proprio della Gagliarde la quale propone di accompagnarci mediante la narrazione in un mondo nuovo, ovvero in un ordine generato dalla bellezza, dalla purezza dell’amore. I personaggi dei racconti, emblematici sono in tal senso, Eriona protagonista del racconto “Il richiamo degli angeli” e Luigi, l’adolescente protagonista di “Cosa farò da grande”, sono figure iconiche, immagini dell’incessante ricerca umana verso il grande fine della felicità. Attraverso le vicende dei protagonisti ci si scopre coinvolti in quanto quel fine che accomuna le loro storie è simbolo della ricerca comune propria di ciascun uomo. Essi, pur essendo personaggi irreali, ci raccontano quei desideri, quelli tensioni e paure, che costituiscono l’umanità dell’uomo per questo tali storie sono verosimili. Quella della Gagliarde è una scrittura che ci parla, ci tocca, provoca emozioni che ci inducono a pensare, proprio perché parla di noi. In tale gesto ci è restituito il senso della nostra umanità, quella che siamo dolcemente invitati a riscoprire, a custodire e coltivare. Quell’unica umanità che sola è capace ad aiutarci a ritrovare il senso della nostra dignità.

Comunicato stampa