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Il “San Pio” covid free riparte dalla prevenzione: giornata dedicata alla sclerodermia

Diagnosi e cure della sclerodermia al centro dell’incontro svoltosi questa mattina presso la sala conferenze dell’ospedale “San Pio” con la testimonial del GILS Mara Maionchi in collegamento da remoto: è l’iniziativa voluta dall’azienda ospedaliera guidata dal dg Mario Ferrante, presente insieme alla direttrice facente funzioni della U.O.C. di Reumatologia, Dott.ssa Maria Grazia Ferrucci, il Direttore della U.O.C. di Pediatria e referente aziendale per le Malattie Rare, Dott. Roberto Della Casa e la Presidentessa dell’Associazione Provinciale Malati Reumatici Amare Pro Bene, Arch. Maria Vellotti. In collegamento video anche la Presidentessa dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), Dott.ssa Silvia Tonolo e la Presidentessa del Gruppo Italiano per la lotta alla Sclerodermia (GILS), Dott.ssa Carla Garbagnati.

L’evento s’inserisce all’interno della giornata dedicata alla sclerodermia, malattia rara autoimmune che colpisce in prevalenza le donne in media sui 40 anni, ma anche in età pediatrica. Da sottolineare l’importanza della diagnosi precoce, “che può essere effettuata grazie alla presenza di reumatologi sul territorio e con i mezzi a disposizione dell’ospedale” ha osservato la dottoressa Ferrucci. “Le cosiddette bandierine rosse sono la sindrome di Raynaud e l’acrocianosi, fenomeni che devono far scattare il campanello d’allarme al medico di base. Da circa 20 anni – ha poi aggiunto – abbiamo un ambulatorio dedicato alla patologia e vogliamo integrarlo nei prossimi mesi con più specialisti oltre a posti letto già dedicati sia in regime di ricovero ordinario che di pH. Siamo molto avanti rispetto ad altre realtà reumatologiche nazionali”.

“Un’eccellenza del centro-sud”: l’ha definito così il polo di Reumatologia del “Rummo” il dg Ferrante. “Siamo sempre sul pezzo per dare risposte adeguate e nel seguire i pazienti. Anche durante il covid non abbiamo mai completamente abbandonato l’attività ordinaria: qui hanno trovato risposta tanti malati delle zone vicine. Adesso ripartiamo avendo il padiglione covid vuoto e ciò ci consente di spostare l’asse sulle attività chirurgiche”. E a proposito di coronavirus, i reparti privi di infetti non devono far pensare che il peggio sia passato ed è proprio il direttore generale a ricordarlo: “Il padiglione non è stato smantellato, restano delle postazioni attive che si spera restino inutilizzate”. Il dato preoccupante arriva dalla scarsa adesione di 60enni alla campagna vaccinale: “Dobbiamo valutare se l’andamento dei vaccini in estate produrranno cambiamenti a settembre-ottobre, ma se dei 60enni si vaccinano soltanto 1 su 3 potrebbe essere preoccupante: con la variante Delta resta questa fascia scoperta che potrebbe occupare i reparti ospedalieri abbassando anche l’età media dei ricoverati”.