Il tetracloroetilene compare in Consiglio ma manca la relazione Unisannio

A distanza di un mese dai travagliati fatti del 17, 18 e 19 novembre scorsi, il caso tetracloroetilene fa la sua comparsa in Consiglio comunale. Se n’è dibattuto stamane in ultima istanza: prima l’approvazione dei punti riguardanti la revisione delle partecipazioni pubbliche, degli indirizzi per la formazione del nuovo Puc (LEGGI QUI) e delle variazioni di bilancio, poi la resa dei conti. Punto all’ordine del giorno chiesto espressamente dall’opposizione, per intercessione del Prefetto, ma che ha visto quest’ultima ridotta ai minimi termini causa assenza, comunicata in anticipo, di diversi esponenti (su tutti Luigi Diego Perifano). A nulla è valsa la richiesta di rinvio della discussione, tornata al mittente, ma dai banchi della minoranza ci si aspettava quantomeno il resoconto della relazione affidata a Unisannio, per la quale si erano motivati i tempi di attesa per il dibattito in assise.

A relazionare alacremente l’assessore Alessandro Rosa, che ha ricostruito i fatti e riportato i dati già noti a tutti e messi a nudo da Gesesa in riunione con comitati e associazioni, nei giorni successivi al picco anomalo dei valori dell’inquinante nelle acque di Pezzapiana. Rosa ricalca il leitmotiv di Comune e partecipata: “Parametri nella norma, l’acqua è sempre stata potabile”. Ridotta all’osso ma comunque agguerrita l’opposizione che ha affidato la prima replica alla consigliera di Civico22 Giovanna Megna, la quale ha contestato con veemenza i rilevamenti a ridosso dei giorni incriminati e detto la sua sulla discrepanza dei dati: “Il piano di caratterizzazione doveva già essere iniziato, e dovremmo festeggiare? Il sito è contaminato, non ci sono dubbi: il problema enorme è la delegittimazione degli enti pubblici. La gestione dell’emergenza poi lascia attoniti: dire che Asl e Arpac hanno sbagliato determina una mancanza di fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini. E dire che l’acqua è sempre stata potabile è una castroneria: se non si chiudono i pozzi nessuno esclude che possa verificarsi di nuovo”.

Rosetta De Stasio (Prima Benevento) batte sulle azioni messe in campo da Palazzo Mosti “per prevenire il problema, dato che lo si conosce da tempo. Il dubbio sulle analisi sorge, non c’è la relazione dell’Unisannio e ci era stato detto che avremmo avuto risultanze: c’è bisogno di certezze e non attacchi reciproci tra istituzioni”. Il dem Giovanni De Lorenzo ritorna sul ruolo dell’ateneo: “Ad oggi non è cambiato nulla, perché attendere per discuterne? Nel frattempo è passato un mese. La relazione serve ad appurare cosa è successo o a vedere cosa fare? Nel primo caso, è francamente inutile”. Angelo Moretti (Civico22), in ultimo, ha posto l’accento sul piano d’ambito del distretto idrico sannita da approvare entro l’8 febbraio (LEGGI QUI).

“Il Comune è parte lesa e ci stiamo muovendo per capire qual è l’agente inquinante. Non abbiamo dormito ma abbiamo preso la situazione di petto, chiesto i dati in contraddittorio e ulteriori fondi alla Regione. Il sindaco ha gestito l’urgenza in maniera magistrale. Cittadini di serie A e B non esistono, c’è però un bilancio idrico deciso dall’autorità di bacino” la replica di Rosa. Gli animi si surriscaldano con l’intervento in chiusura del vicesindaco Francesco De Pierro avversato dalle consigliere Megna e De Stasio: “La relazione dell’assessore testimonia lo scrupoloso lavoro svolto a conferma dell’impegno che la delicatezza della problematica richiedeva. Noi non vogliamo strumentalizzazioni, stiamo verificando quell’anomalia e le discrasie sembrano evidenti. Sappiamo che il problema c’è ma da quella falda proviene acqua potabile. Non giochiamo con l’immagine della città”. Chiudendo con la promessa di riconvocare il Consiglio “non appena sarà pronta la relazione”. Reciproci auguri di buon Natale, però a denti stretti: la tensione sul tema resta alta.

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