Imbarcata del Cesena ai danni del Benevento: 4-1 e blackout totale dei giallorossi

cesena benevento

È la sconfitta più pesante dell’intera stagione e quella che pone un serio punto interrogativo in questo finale di stagione per la Strega: che si fa? Al “Manuzzi-Orogel” di Cesena la squadra di Camplone demolisce nel quarto d’ora della ripresa il Benevento, che perde la testa dopo il gol dell’1-0 ad opera di Crimi. La partita finisce qui nonostante un primo tempo buonissimo della Strega a cui manca soltanto il gol. La sfortuna, la solita, vuole che Falco ad inizio gara colpisca la traversa e Buzzegoli si fa male, aggiungendosi così all’infortunio al polpaccio di Cissé che dà forfait prima del fischio d’inizio. Il Benevento, dunque, non approfitta delle sconfitte di Cittadella, Spezia ed Entella, né del pari tra Salernitana e Bari. Si aggancia, come tutti, alle speranze del Perugia che si scontrerà col Verona nel posticipo: il Frosinone è a +9 sul Cittadella con la vittoria di oggi e lo spettro che i playoff non si giochino comincia a farsi davvero concreto.

MANCA SOLO IL GOL
Nel primo tempo il Benevento crea ma la rete non vuole arrivare, vuoi per la sorte, vuoi per la mancata precisione. Si rivede una squadra che crea, che tiene bene il campo, che si muove bene in difesa e dialoga al meglio in attacco. Gli interpreti in avanti sono diversi, con Puscas non in condizione che si ritrova all’improvviso titolare, ed Eramo esterno preannunciato sulla linea della trequarti. Falco colpisce la traversa su un cross che si rivela un tiro, Viola entrato al posto di Buzzegoli (ancora sfortuna) si fa neutralizzare un’ottima punizione da Agliardi. Il Benevento costruisce e si difende con ordine, il Cesena è pericoloso solo nell’occasione del tiro deviato da Ciano che trova i riflessi pronti di Cragno. Sul successivo angolo Eramo svirgola colpendo la parte alta della traversa. Per un momento sembra girare bene nonostante le defezioni della squadra, con l’undici obbligato. Falco ci prova dal limite e Agliardi para in due tempi. Si chiude così il primo tempo e il Benevento resta negli spogliatoi.

IL CROLLO
Almeno oggi non merita, questa squadra non merita un passivo così pesante. Giallorossi puniti più del dovuto e al primo errore si va sotto: sbaglia la squadra a ridosso dell’area, Crimi trova un varco e tira, Cragno cicca l’intervento, Cesena in vantaggio. Se Cragno sbaglia allora la giornata si prospetta negativa: è questo il segnale di un crollo psicologico evidente. La squadra mentalmente non c’è e questi errori non aiutano. La testa comanda tutto e sulla testa innanzitutto si deve lavorare. La Strega sbanda e in 20 minuti ne prende quattro: dopo Crimi, raddoppia su corner Ligi (difesa ferma, ancora orrendi su calcio piazzato) poi concludono Laribi in contropiede con la squadra tutta sbilanciata e Ciano su prodezza di Garritano che lo mette davanti la porta. Squillo di Ciciretti a partita già compromessa, che vive di diversi spunti del Cesena che sfiora anche la cinquina. Alla fine Chibsah segna il gol della bandiera: tifosi giallorossi, encomiabili in 400, che voltano le spalle al campo. La frattura c’è e non è un bel segnale in vista del sentitissimo derby di lunedì contro l’Avellino. Saranno giorni tumultuosi in casa giallorossa.

L’ANALISI
Nel primo tempo sulla fascia destra il Benevento si è reso più pericoloso, grazie alle incursioni di un Falco in giornata e agli scambi di Ciciretti, più rifinitore. Venuti è sempre presente e sollecitato come Pezzi, che deve trovare un dialogo con Eramo, spesso troppo frettoloso nel verticalizzare. Viola deve riparare all’infortunio di Buzzegoli, caratteristiche diverse ovviamente: l’ex Novara si affida ai rilanci e ai cambi di fronte, ma è evidente come il Cesena soffra la velocità e l’imprevedibilità di Falco e Ciciretti. Difficile giudicare Puscas, catapultato in una partita che non era sua e in condizioni deficitarie. Tutto questo non ha aiutato nella finalizzazione, ma non è un’attenuante. Il Benevento si scioglie come neve al sole nella ripresa quando subisce il gol dell’1-0: e qui è un problema di testa, di una squadra che si abbatte e va in blackout senza reagire, una squadra che accusa il colpo e si affossa da sola. Non è la squadra che ha rimontato risultati difficili e che non ha mai mollato fino alla fine: questo Benevento è diverso e Baroni dovrebbe lavorare maggiormente sul piano psicologico. Ma sicuri che, dopo stasera, ne avrà il tempo…?

LE PAGELLE
CRAGNO 5: dalla sua papera nasce l’imbarcata giallorossa, poi ne subisce altri tre. Miracolo nel primo tempo ma oggi è anche lui in confusione e allora la goleada è inevitabile.

VENUTI 5: primo tempo di gran carriera, si rivede il terzino di spinta tanto ammirato per metà campionato. Poi nel secondo tempo accusa il colpo come l’intera squadra.

CAMPORESE 5: aveva cominciato bene. Primo tempo in sicurezza, secondo tempo da incubo, complice anche la difesa (dall’89’ Padella sv: finalmente si rivede in campo).

LUCIONI 5: nel primo tempo lui e la difesa hanno fatto benissimo. Inaspettato tracollo nella ripresa per motivi che già sappiamo.

PEZZI 5: sostituisce Lopez e nel primo tempo non lascia spazio a defezioni. Nella ripresa si oscura e viene beccato dal pubblico. Nervoso e lo si comprende.

BUZZEGOLI SV: un quarto d’ora e si fa male, ennesima sfortuna che non vuole andar via (dal 14′ st Viola 5: entra bene in partita e va vicino al gol su punizione. Poi il centrocampo salta nella ripresa e lui ne è complice come tutti).

CHIBSAH 5: gol della bandiera ma non consola nessuno. Prima frazione buona per lui, accusa un sacco nella ripresa.

CICIRETTI 4,5: sollecitato molto nel primo tempo, sfrutta la velocità per mettere in difficoltà gli avversari, spreca un’ottima occasione a partita compromessa e pare estraniarsi troppo, Baroni dunque lo caccia (dall’81’ Matera sv).

FALCO 5,5: premiamo Pippo per il grande primo tempo, il migliore dell’intera partita. Peccato scompaia nella ripresa, ma quella traversa ad inizio gara…

PUSCAS 4,5: purtroppo non arriva alla sufficienza e non è nemmeno colpa sua. La condizione è precaria, causa forfait all’ultimo di Cissé tocca a lui partire dall’inizio, ma cosa può fare? Ha delle attenuanti stavolta.

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