Riceviamo e pubblichiamo un intervento sulla crisi del Governo gialloverde a cura di Antonio Furno e Simone Razzano.

Nei giorni della crisi, in un’oscura chat su WhatsApp, un piccolo dirigente di provincia del PD e un iscritto di LeU si scambiano idee sui possibili scenari (Antonio, ti ho detto mille volte che LeU non è un partito ed era solo una lista elettorale che ho avuto la sfortuna di votare. NdSimone). Ciò che segue è un estratto di quelle conversazioni:

8 agosto – Arrivano le prime voci di crisi
Antonio: Dai, facciamo un po’ di previsioni. Secondo te come finisce? Fanno cadere il governo?
Simone: Una maggioranza parlamentare diversa da quella attuale non c’è, a meno che non si stacchi un gruppo di responsabili dai gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle.
Antonio: Le maggioranze si trovano sempre.
Simone: Ma è matematica: o questa maggioranza, o centrodestra più responsabili oppure si va al voto.
Antonio: Infatti è matematica. Il salario di oggi è maggiore di quello di ieri. Conviene restare in parlamento.

11 agosto – Renzi apre ad un governo istituzionale
Antonio: Già leggo di possibile governo Giallo-Rosso. Suona anche bene
Simone: Un regalo a Salvini, un governicchio con M5S, PD, sinistra e tutti gli altri regala a Salvini 6 mesi di campagna elettorale gratuita con cui arriva serenamente al 60%.
Antonio: Però in questo modo si struttura il parlamento in modo bipolare, con un M5S che alle prossime elezioni prenderà un 10% e il PD il 30%. Non mi sembra male come risultato.
Simone: Non capisco questo auspicio su che basi si posa.
Antonio: Piuttosto, hai letto il pezzo di Zingaretti su Huffington Post in cui dice di non essere d’accordo con Renzi?
Simone: Ah certo. Renzi sta facendo una grande figura. Quello del #senzadime.
Antonio: C’è un modo di dire americano: solo Nixon poteva andare in Cina. Solo un Repubblicano vero, che non poteva essere accusato di simpatie comuniste, poteva andare in Cina a riaprire i contatti con gli USA. Se fosse andato un democratico i repubblicani se lo sarebbero mangiato. Solo Renzi può aprire ai 5S.
Simone: Perdendoci la faccia, oh ci sta. Per carità se piace voi. A me pare un suicidio. Peraltro agevola la spaccatura del PD che fa gioco a Renzi
Antonio: A me non piace niente. Io guardo e cerco di capire. A me sarebbe piaciuto vincere le elezioni nel 2018

12 agosto – Nel PD si amplia il fronte per un accordo con il M5S
Antonio: Il lodo Bettini sta avendo successo all’interno del partito. Bettini ha proposto un governo di legislatura sulla base di un programma politico con il M5S. Niente più governo istituzionale a termine.
Simone: Mamma mia
Antonio: Ha senso se ci pensi. Come fai a dare soddisfazione anche agli Zingarettiani che non sono in parlamento? Li fai entrare in un bel governone di due o tre anni.
Simone: E Salvini volaaaaaaaaaa
Antonio: Ma nel frattempo si lavora per l’Italia.
Simone: Accollandosi la manovra
Antonio: E’ l’amaro calice che bisogna bere in cambio di almeno tre anni di sottosegretari e ministri
Simone: Con i 5 stelle
Antonio: E vabbè, in fondo era quello che volevano tutti nel partito già l’anno scorso
Simone: Gli altri, non Renzi
Antonio: Ma poi è quello che chiedeva anche LeU, no?

Simone: LeU non esiste. È un gruppo parlamentare con 10 posizioni diverse. Non essendo un parlamentare non posso accollarmi le loro decisioni
Antonio: Vabbè, intendevo quel gruppo, quel giro, quell’area politica
Simone: No, c’era dibattito e mi pare che l’idea fosse comunque diversa: non inventarsi una manovra di Palazzo perché Salvini si stancava di stare in maggioranza
Antonio: Aheee… Manovra di Palazzo… Quando i 5S fanno un governo con la Lega, quello è un “Contratto di Governo”. Se si fa con il PD e LeU allora è “una manovra di Palazzo”
Simone: Ah non lo è?
Antonio: No. Certe volte ti esprimi proprio come un libro di Travaglio
Simone: Io capisco la necessità di difendere il capo però le convergenza parlamentari tra forze politiche sono indispensabili e previste dalla costituzione. Quando le convergenze non hanno base politica ma solo di circostanza (lo hai detto tu tre anni di governo) diventano manovre di palazzo
Antonio: Io non difendo il capo, anche perché l’unico capo che riconosco vive a casa mia. Io sto osservando quello che succede. E sto anche dicendo che un accordo lo trovano facile se vogliono. E che quelli che oggi fanno tanto gli schizzinosi sono gli stessi che per anni hanno detto, all’interno del PD, che bisognava fare questo accordo. Adesso che l’accordo lo ha proposto Renzi, come dei cani di Pavlov state tutti storcendo il naso (che poi, il cane di Pavlov salivava  e non storceva il naso, ma ci siamo capiti).
Simone: Io semplicemente non capisco che basi politiche diverse dalla voglia di restare in parlamento si trovino oggi con chi non ha detto una parola sul decreto sicurezza, ad esempio.
Antonio: Che basi politiche c’erano un anno fa?
Simone: Non si erano fatti un anno di governo con un partito di destra
Antonio: Guarda, io schifo a morte i dirigenti del M5S. Sto solo dicendo che quel pezzo di PD che l’anno scorso voleva l’accordo, adesso sta protestando. E che alla fine Bettini ha trovato il modo di mettere tutti d’accordo. Dopodiché a me adesso spezzerà il cuore vedere il PD insieme al M5S, ma sarà anche molto divertente.
Simone: Torniamo all’inizio. Non voglio aprire la questione di verginità, dico semplicemente che secondo me un governo fatto così regala praterie a Salvini. Tu scommetti invece sulla sua sterilizzazione. Vedremo
Antonio: No. Come ho scritto oggi sul pezzo per Cronache del Sannio, io sono convinto che Salvini prima o poi vincerà, anche tra due anni. Questo tempo che si guadagna andrebbe usato per rimettere mano al PD, per farsi trovare preparati, ma anche questo sono certo che non succederà
Simone: Eh vabbè
Antonio: E poi, in maniera del tutto egoistica, se devo pensare a me, come dipendente privato, padre di tre bambine, marito di una dipendente pubblica, sono due anni guadagnati di tranquillità
Simone: Di quell’articolo ho notato solo la citazione di Gino Razzano
Antonio: La prima idea era quella di fare un dialogo riprendendo parte di questo chat. Lo.vogliamo fare?
Simone: Si può fare