Con Francesco Nardone, Responsabile dello Sviluppo Progetti e delle Relazioni Istituzionali di Futuridea, dialogo ad ampio raggio sulla questione ambientale in risalto a Benevento, con uno sguardo agli scenari politici e il ricordo dell’onorevole Roberto Costanzo, figura di primo piano della storia politica e istituzionale del Sannio scomparsa ieri all’età di 96 anni.
Francesco Nardone, presente al flashmob indetto sul ponte Vanvitelli. Una tua impressione sulla questione miasmi-fiume Calore.
Una manifestazione importante perché è la partecipazione dei cittadini a essere sempre importante. Bisogna avere su questi temi grande trasparenza. Stiamo vivendo una stagione molto delicata: tutti parlano di cambiamenti climatici e di attenzione all’ambiente, bisogna avere anche in città una soglia alta di attenzione. In primis, la questione degli sversamenti che hanno provocato danni alla fauna e alla flora del fiume Calore è molto sensibile: servono chiarezza e attenzione da parte delle istituzioni preposte ai controlli. Secondo, è sotto attacco un territorio ancora a stretta vocazione agricola. Penso ai danni al paesaggio delle aree rurali e contrade nord, che hanno già pagato un prezzo troppo alto con la discarica di Piano Borea. Oggi queste aree sono al centro di problemi oggettivi che riguardano l’impianto biometano.
Veniamo alle questioni politiche. Il tuo pensiero rispetto al voto alla Provincia dei consiglieri Pd e Civico22 al candidato di centrodestra Cataudo.
L’auspicio è innanzitutto rivedere la Provincia aperta al voto dei cittadini. Vedere questi giochi di palazzo non fa bene alla democrazia né alla politica, quindi è necessario rimettere al centro questo tema strategico per le aree interne. Poi è chiaro che i cittadini vogliono chiarezza anche sulle posizioni politiche. E vedere un pezzo del Partito democratico schierarsi apertamente con un candidato del centrodestra non è il massimo considerando anche che da qui a qualche mese avremo le scadenze delle Politiche e delle Amministrative.
Praticare una politica anti-mastelliana porterebbe in un vicolo cieco?
Io non penso che si debba costruire una proposta politica basata sull’anti. Questa è una cosa che non mi convinceva da quando ero più ragazzo, penso alle manifestazioni sull’anti-berlusconismo, con tutti i limiti che nessuno vuole negare di una certa politica. Ma bisogna costruire un progetto in positivo, qualcosa per cui valga la pena impegnarsi per la città, una città che ha grandi problemi di spopolamento e desertificazione economica, con tanti settori produttivi in crisi. Io mi aspetto dalla politica un salto di qualità nella proposta, nell’organizzazione e nella capacità di affrontare i grandi temi del futuro.
Il campo largo, a tuo avviso, si farà o è una chimera?
È chiaro che il campo largo, atteso che purtroppo il centrosinistra ha anche il vizio di essere molto litigioso e divisivo anche a livello nazionale con il dibattito sulle primarie, può funzionare se ha queste caratteristiche di proposta forte, con una classe dirigente autorevole e credibile. Se a ciò si abbina la capacità, magari, di superare qualche storica differenza, probabilmente potrà essere competitivo. Se non c’è questo credo che il campo largo resterà marginale.
Per concludere, un ricordo di Roberto Costanzo.
Una figura straordinaria. Nonostante i ruoli istituzionali e gli importanti incarichi ricoperti era sempre curioso e attento a ciò che accadeva. Era un grande osservatore, di grande modernità, proiettato verso il futuro. La sua più grande caratteristica è che non si è mai adagiato sul presente o sul suo passato importante. E poi la capacità di parlare ai giovani, una cosa che la politica attuale ha smarrito: l’empatia e il dialogo con i giovani. Una grave perdita per il Sannio.









