Riceviamo e pubblichiamo una nota inviataci dall’associazione IoXBenevento. “IoXBenevento è venuta a conoscenza che nei primi giorni di giugno sarà convocata una seduta di Consiglio camerale che, presumibilmente, andrà ad assumersi tutte le responsabilità di quanto inopportunamente e illegittimamente deliberato da una giunta camerale che non rappresenta ormai nessun comparto economico provinciale.

Ci troviamo davanti ad un Ente pubblico, appunto la Camera di Commercio, le cui cariche sono scadute da 4 anni ed il cui Presidente in prorogatio non si ferma nemmeno davanti ad una pandemia; un presidente che propone di mettere in liquidazione l’azienda speciale Valisannio per costituire una S.r.l., forse solo per garantirsi improbabili future influenze sul sistema camerale attraverso interferenze sull’ autonomia funzionale di un Ente pubblico e, quindi, sul sistema dei poteri locali di cui allo schema dell’art. 118 della Costituzione senza che gli Organi giudiziari intervengano.

IoXBenevento ha chiesto ai Consiglieri camerali di assumersi la responsabilità delle loro azioni e di sostenere azioni coerenti, eque e a favore di tutte le imprese: i 2 bandi che il Presidente dell’Ente ha pure propagandato sulla Stampa quali misure per la ripartenza sono oggettivamente ridicoli e, a nostro avviso, vanno annullati.

Inutile arrovellarsi il cervello per provare a far divenire l’Ente camerale il risolutore delle  problematiche delle imprese se poi si resta invischiati nella burocrazia e nell’impossibilità di poter misurare i risultati raggiunti con obiettività. IoXBenevento chiede che la Camera di Commercio cancelli i bandi e provveda a sospendere il pagamento del diritto annuale a tutte le imprese per gli anni 2020, 2021 e 2022: in pratica fatti e non parole attraverso decisioni coerenti ed estese a tutti.

I Consiglieri camerali (rappresentanti delle imprese) si facciano spiegare dal Presidente quanti soldi delle imprese si sono sperperati per pagare le parcelle legali (solo nell’anno 2019 oltre 200mila euro) per una impari battaglia personale intrapresa con il Segretario Generale, Vincenzo Coppola, che ha determinato la disintegrazione giudiziaria dell’Ente camerale ( sentenza di assoluzione perchè il fatto non costituisce reato).

L’associazione chiede ai Consiglieri anche di conoscere le ragioni per cui molteplici lavoratori camerali, seppur a tempo determinato e comunque che non hanno superato alcun concorso pubblico, continuano a lavorare da oltre un ventennio senza che sia mai avvenuto alcun “ricambio” e perché, addirittura recentemente, si è provveduto ad ampliare la squadra di NON impiegati con soggetti giunti dalla provincia di Avellino.

A Benevento non c’erano queste professionalità? E resta scongiurata l’ipotesi di influenze col fatto che il Segretario Generale dell’Ente sannita è lo stesso di Avellino? Troppe opacità e troppa mancanza di trasparenza che impongono immediate decisioni da parte di un Consiglio camerale che, responsabilmente,  ha l’obbligo di tornare alla guida di una diligenza impazzita”.