Da una nota diffusa alla stampa dal responsabile di ISIDEA:

“Si prova un certo imbarazzo ad ascoltare Amministratori cittadini i quali affermano che il Premio Strega è un grande vanto per il capoluogo sannita.

Presentare solamente i finalisti di un premio assegnato a Roma, ma collegato a una fiorente industria radicata su una esclusiva leggenda beneventana, non può bastarci.

A noi piace ricordare la Ditta Alberti che, con intuizione veramente innovativa per l’epoca, finanziò il progetto di una Fontana delle Streghe nella piazza della Stazione centrale, giudicato con favore anche dallo storico mons. Salvatore De Lucia, affidandolo ai maestri Bruno Mistrangelo e Antonio Pascarella, per poi  rimetterlo al Comune “per l’ulteriore corso” il 21 dicembre del 1948.

Oggi la fontana in piazza Colonna zampilla e servirebbe solo integrarla con elementi scultorei.

Purtroppo vane risultano essere le reiterate pressioni di ISIDEA circa la realizzazione di questo progetto e di un altro ancora: la creazione di un Parco Letterario sul Noce Magico, già approvato dal comune di Benevento con deliberazione del 30 settembre 1998.

Scheletri amministrativi, ai quali ogni tanto si uniscono altri tentativi, più o meno riusciti, di utilizzare un bene comune per il rilancio culturale ed economico della Città mondiale delle Streghe!

Da circa dieci anni, ISIDEA chiede che sia collegato realmente il noto premio letterario Strega a Benevento, con la nascita del parallelo “Premio Strega International”, riservato sempre a romanzi italiani pubblicati tra il 1° maggio dell’anno ed il 30 aprile dell’anno successivo, ma obbligatoriamente tradotti almeno in una lingua straniera.

Al riguardo, si dovrebbe allargare il voto anche alle associazioni di Italiani nel mondo, da coinvolgere come sponsor, e prevedere una premiazione tutta sannita nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Benevento.

L’amore italiano per la letteratura straniera, in particolare di quella americana, non è stato mai ricambiato con altrettanto trasporto.

È giunto il momento di andare oltre i pochi autori italiani letti all’estero (Eco, Camilleri, Baricco, Ferrante) e guardare ad un mercato che mostra una incoraggiante attenzione, in particolare da parte della Cina.

Un premio aperto a romanzi italiani tradotti all’estero arrecherebbe un generale giovamento”.