Le pagelle: Male Benedetti, Agazzi impalpabile. Promossi Paleari, Berra e Marotta

Una Strega vogliosa ma imprecisa non è riuscita a sfatare il taboo del “Menti”: anche nell’ottava gara casalinga stagionale, la Juve Stabia è riuscita a non incassare gol, prevalendo sul Benevento con il cinico risultato di 1-0. Decisivo il gol di Bellich nella prima frazione. Di seguito, tutte le valutazioni dei giallorossi:

PALEARI 6,5: Tra i migliori dei suoi. Incolpevole sul gol di Bellich; pronto e reattivo sui tiri insidiosi di Andreoni e Buglio nel secondo tempo: tiene in partita il Benevento.

EL KAOUAKIBI 5: Distratto sulla marcatura di Buglio, che gli scappa via e serve l’assist a Bellich in occasione del gol-partita. Sempre libero in fase di costruzione dal basso: non è un caso; gli avversari lo lasciano sbagliare una decina abbondante di palloni in appoggio. (Dal 76’ CIANO 5: Ingresso tardivo che sa già di bocciatura, ma il numero 10 ce la mette tutta per confermare il fondamento della sua esclusione. Lento, impacciato, impreciso e prevedibile: sparacchia una sequela di palloni scottanti direttamente tra le braccia di Thiam.)

CAPELLINI 5,5: Ormai sentire il tecnico definirlo un “play basso” sa proprio di vuota cantilena: quel paio di possessi gettati direttamente in fallo laterale con lanci da dietro, d’altronde, gridano pietà.

BERRA 6,5: Senza dubbio il migliore del trio difensivo. Prima come braccetto a sinistra, poi come centrale mancino nello schieramento a quattro. Preciso, pulito e ordinato. Bentornato!

IMPROTA 5,5: Scarico e decisamente meno in palla rispetto alle ultime uscite. Timido nella fase di costruzione e nelle discese sull’out di destra, nel quale non trova sbocchi. È dal suo piede, però, che arrivano due conclusioni rasoterra velenosissime, ottimamente respinte da Thiam al 24’ ed al 59’.

AGAZZI 5: Sensibile passo indietro dopo la buona prestazione col Monterosi. Quando gli si chiede di trovare verticalità e ritmo contro squadre chiuse e compatte va evidentemente in bambola. Impalpabile. (Dal 68’ MAROTTA 6,5: Entra e prova a cambiare subito la partita. Conquista corner, dialoga con personalità e fa salire la squadra. Chissà cos’avrebbe fatto se avesse avuto più tempo a disposizione per incidere.)

TALIA 6: Meglio del compagno di reparto, attesi gli acciacchi muscolari da cui è reduce. Ha un’ora nelle gambe e la impiega per fungere da motore del centrocampo giallorosso: non è sempre preciso, ma quando esce la Strega ne risente eccome. (Dal 55’ PINATO 5,5: Ingresso tutto sommato positivo. Si sbatte per trovare spazio tra le linee, ma sciupa una clamorosa opportunità davanti a Thiam al 93’: sbilanciato ed impreparato, spedisce alto da pochi metri un pallone che avrebbe dovuto gonfiare la rete. Da qui l’insufficienza.)

BENEDETTI 5: Chissà cosa deve aver pensato il mister guardandolo correre alla rinfusa sulla fascia di sinistra ed assistendo ai suoi cross a vuoto una, due, tre, quattro volte; il tutto senza mai pensare di sostituirlo prima di abbondanti tre/quarti di incontro. Spaesato, quasi onerato da compiti che non è in grado di svolgere. Va nel pallone e, timidamente, esce dal match. (Dal 76’ MASCIANGELO s.v.: La sua esclusione dall’undici titolare ha poche giustificazioni: in una gara del genere, con il gioco forsennatamente sviluppato sulle fasce e con tanti cross dal fondo obbligati, avrebbe – per personalità e caratteristiche tecnico-tattiche – fatto sicuramente meglio del compagno di cui ha preso il posto solo ad un quarto d’ora dal termine. Senza dubbio alcuno.)

KARIC 5,5: Molto meglio in fase di rottura, specialmente nella seconda frazione, che in quella d’impostazione, nella quale risulta molto più impreciso e frenetico del solito. Si procaccia una buona opportunità, ma il suo tiro deviato viene respinto da Thiam: un peccato.

BOLSIUS 5,5: Parte bene, sciorinando personalità ed intraprendenza sulla trequarti senza eclissarsi dal match o sottrarsi al dialogo con i compagni. Si neutralizza, però, nella seconda frazione, in cui gli spazi sono sempre meno: squilla solo in occasione di un tiro deviato. Le sue giocate volte a creare superiorità numerica restano poche.

FERRANTE 6: Partita di sacrificio. L’ennesima, d’altronde. Preciso e generoso nei duelli nella prima frazione, nella quale si procaccia una grossa opportunità su un magistrale calcio di punizione potente ed angolato, prodigiosamente respinto dal portiere. Meno incisivo nella ripresa, nella quale va via via scemando.

ANDREOLETTI 5: Ciò che gli manca è sotto gli occhi di tutti: il coraggio. La sua squadra non sfigura affatto, ma la testardaggine del tecnico costringe i giallorossi a sbattere su idee che – in maniera lampante – non decollano: una furibonda impostazione dal basso, reiterata ma priva di qualità; due esterni scarichi – specialmente Benedetti – tenuti in campo fino allo sfinimento, piuttosto che cambiare schieramento e cercare forze fresche dalla panchina; un modulo sensibilmente rinunciatario, proposto fino a quando non è risultato fin troppo evidente che per impensierire la JS servisse più peso offensivo e, magari, una doppia punta. Le responsabilità ci sono eccome.

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