La Pigna, il casatiello dolce della Pasqua sannita

Una delle più rinomate tradizioni gastronomiche della Pasqua sannita è la Pigna, casatiello dolce che ancora oggi viene preparato a Cerreto, San Lorenzello, Cusano Mutri, Pietraroja. Tipicità che si è ovviamente estesa anche ai territori limitrofi.

La tradizione vuole che le giovani future spose preparino questo dolce per consegnarlo ai promessi mariti; quando ciò avviene, durante la mattina di Pasqua, il fidanzamento può dirsi andato in porto.

Un dolce gioioso e colorato, con la sua glassatura bianca che simboleggia la neve dell’inverno ormai lasciatoci alle spalle, sormontata da allegri zuccherini colorati, simbolo di primavera e di rinascita che sovrastano la stagione fredda. Il bianco della glassa è anche un richiamo alla pace.
La sua elaborazione richiede pazienza, tempo e maestria, oltre a un sapiente utilizzo e dosaggio degli ingredienti.

Ingredienti: 300 g di lievito madre, 1 kg di farina, 300 g di zucchero, 250 g di strutto, 12 uova, scorza di arancia e limone per metà grattugiata, un bicchierino di rum e/o liquore Strega.

Preparazione: al lievito madre, da preferire, aggiungere gli altri ingredienti. Impastare energicamente e molto a lungo. Porre il composto in una teglia rotonda, unta con strutto o burro, e attendere qualche ora, non meno di 10, ma anche un giorno intero, per la lievitazione: l’impasto dovrà raggiungere il bordo. Si suggerisce un ambiente caldo. Può andar bene il forno chiuso con luce accesa e la teglia ricoperta di canovacci o coperte di lana. Cuocere in forno a 170° per circa 40 minuti o anche un’ora. Decorare con glassa bianca e “diavolilli”, gli zuccherini colorati.

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