La Strega domina il derby: è trionfo giallorosso. Il Vigorito è in tripudio e sogna i playoff

Foto Benevento Calcio
Foto Benevento Calcio

Una prova strepitosa per riscattarsi da un periodo nero, per salvare la faccia, riconciliarsi coi tifosi e decretare la supremazia giallorossa nel derby, ma soprattutto per fare un serio salto in avanti in chiave playoff. La Strega torna a brillare e ad essere quella splendida che abbiamo visto volare nella prima parte di stagione, non senza qualche difetto che ancora va corretto. Ma oggi tutto passa in secondo piano, perché la squadra di Baroni chiamata alle armi impugna l’ascia degli antichi gladiatori sanniti ricordati nella magnifica coreografia di inizio gara, e domina il derby contro l’Avellino: nella ripresa decidono Ceravolo e Falco, dopo l’ex Eusepi accorcia le distanze ma la squadra irpina ha dato prova di essere smarrita.

EMOZIONI DA SOGNO
In un Ciro Vigorito che si veste a festa ad un anno dalla promozione in B, c’è da scrivere un altro capitolo di storia. I 10.000 e più sugli spalti si rendono protagonisti di uno spettacolo che ricorda tanto quello di un anno fa nella sfida promozione contro il Lecce. In quanto al campo, Baroni schiera la formazione della vigilia e vale lo stesso per Novellino, solo con la variante Eusepi in attacco che vince il ballottaggio con Bidaoui. Benevento di carattere ma non cinico, cerca il fondo spesso e Ceravolo detta i tempi con le verticalizzazioni e gli affondi. Strega che ci prova dal limite poi è la punizione di Viola, deviata, a far correre un brivido sulla schiena dei tifosi biancoverdi. Ma il Benevento c’è e attacca con convinzione, due clamorose palle gol: la prima capita sui piedi di Viola che a qualche centimetro dalla porta, da solo, tira addosso a Radunovic, poi tocca a Ceravolo, servito da un Falco in giornata di grazia, a farsi ipnotizzare dallo strepitoso portiere ospite. Falco ci prova anche su punizione da posizione invitante ma la palla è alta. Avellino non pervenuto fino al 39′ con Lasik che sugli sviluppi di un angolo tira da fuori, palla che sibila il palo. Il Benevento si vede a fine tempo con Chibsah che tira trovando la deviazione di Ceravolo che per poco non beffa Radunovic.

FESTA GIALLOROSSA, K.O. AVELLINO
Nel secondo tempo il Benevento riprende da dove aveva lasciato e si porta avanti al 50′ con Ceravolo che di testa trova la deviazione vincente su cross di Falco. È il 17° centro per la Belva, il Vigorito è una bolgia. Al 55′ Falco si avvicina al raddoppio, ancora miracolo del portiere che devia sulla traversa, poi ci prova Bidaoui a svegliare i suoi ma a nulla è valso. Il Benevento raddoppia con Falco che sfrutta un’indecisione difensiva dei biancoverdi, entra in area e trafigge Radunovic. Sembra il colpo del k.o. con uno stadio intero letteralmente impazzito, cinque minuti dopo però, sempre su calcio da fermo, arriva il gol dell’ex Eusepi che accorcia. Il Benevento è stanco ma non soffre, l’Avellino calcia da fuori senza mai creare pericoli in area. Fino all’ultima azione del match, quando Djimsiti spreca clamorosamente il gol del 2-2 sbagliando il colpo di testa davanti a Cragno. Finisce così al Vigorito il derby tra Benevento e Avellino: contando l’andata e il ritorno, è dominio giallorosso.

LA TATTICA
Difficile parlare di tattica in una partita che azzera gli equilibri e dove conta il cuore oltre che la testa. Il Benevento e l’Avellino si schierano a specchio dopo l’infortunio di Ciciretti che aveva fatto temere un’altra giornata storta a tutti gli aficionados giallorossi. Dal 4-2-3-1 con l’ingresso di Puscas si passa al 4-4-2 e il Benevento interpreta al meglio i due ruoli: c’è poco che cambia alla fine, ma c’è un Falco in più che oggi ha regalato una delle sue prestazioni migliori, sia da trequartista che sulla fascia. Nota di merito per l’intera squadra ma soprattutto per Chibsah, Eramo, Ceravolo e il pacchetto arretrato che ha annullato gli avanti biancoverdi. Venuti fa bene le due fasi e ha sicurezza dei propri mezzi, Lopez non lascia scampo a Lasik sulla sua fascia, Chibsah un leone che torna finalmente a ruggire ed è padrone del centrocampo, Eramo che fa bene la fase d’interdizione e di manovra, Ceravolo finalizzatore e divoratore. Questo è il Benevento che abbiamo sempre ammirato.

LA CLASSIFICA
Sorride ai giallorossi e fa tremare i biancoverdi. Il Benevento si porta a quota 58 superando così il Cittadella. Un balzo in avanti fondamentale per i playoff. Le ultime tre recitano Ascoli, Frosinone e Pisa. L’Avellino piuttosto scivola in zona playout e ha davanti a sé un cammino durissimo con Bari, Salernitana e Latina ancora da affrontare. Chiudono il turno Verona-Vicenza e Salernitana-Frosinone.

LE PAGELLE
CRAGNO 6,5: pochi i suoi interventi ma ha espresso sicurezza tra i pali.

VENUTI 7: s’impone sulla fascia, supporta Ciciretti, trova spesso il fondo e ripiega ottimamente in difesa.

CAMPORESE 7: nessuna sbavatura, Ardemagni ed Eusepi faticano con lui.

LUCIONI 7,5: spazza ogni pallone e dà la carica giusta al tifo. Sente il derby come un sannita vero.

LOPEZ 7: grinta e sudore, Walter è il tipo che in queste sfide si carica, e lo si vede. Esce stremato (dal 65′ Pezzi 6,5: entra subito in partita e sostituisce bene il compagno).

CHIBSAH 8: uno dei migliori. Padrone del centrocampo, fisico e agonismo, lo soffrono tutti.

VIOLA 7: ma che peccato quel gol sprecato davanti a Radunovic. Nel complesso una delle prestazioni migliori da quando è a Benevento.

CICIRETTI 6,5: si fa male al 44′ ma sembrava comunque in palla, buone giocate (dal 44′ Puscas 6: ancora catapultato in una partita non sua, deve riprendere minutaggio ma sembra ancora lontana la condizione migliore).

FALCO 8: Pippo risplende sotto il sole di mezzogiorno e sforna una delle sue più grandi prestazioni nel Sannio. Gol e assist, il derby lo decide lui.

ERAMO 7: ad altissimi livelli. Mette ordine, detta i tempi e fa benissimo le due fasi. In campo fa valere la sua presenza in entrambi i moduli.

CERAVOLO 7,5: sblocca il risultato con un’inzuccata che ricorda quella di Mazzeo del 30 aprile 2016. Paragone amarcord per una giornata storica: la Belva quando serve c’è e azzanna il risultato (dal 75′ Gyamfi 6: gioca dieci minuti e fa vedere qualcosa di buono lasciando a desiderare in altro).

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