edison e tesla“Nessun adattamento, solo documentazione e libertà”  sono i punti di partenza di un’esperienza teatrale che vale la pena raccontare. Un appuntamento segreto ha rivelato la messa in scena di Pier Paolo Palma. Perché vale la pena raccontarla? Testo vincente, attori vincenti, scenografia vincente, suono vincente. Si, un giudizio interamente positivo per il giovane staff sannita che si è messo a lavoro su una storia poco conosciuta e che ha tutte le ragioni per uscire fuori.

“Edison vs Tesla. L’incredibile storia della corrente elettrica” racconta di un mondo che sembrava evolversi, fare passi da gigante verso il futuro, offrire opportunità incredibili eppure ha dimostrato di essere fermo alle origini. Continue contrapposizioni, non solo dei personaggi chiave, ma del nuovo che poi è vecchio, della luce che poi è buio. Realtà e persone in perfetta antitesi, raccontano di come lampade a gas, telegrafi, cavalli e carrozze, un mondo infinitamente più “lento” del nostro, un mondo in “costruzione”, dove però  le scoperte scientifiche muovono la febbrile voglia di ricerca e fiducia nel progresso. In America, un imprenditore decide di affrontare le lobby del carbone e del gas, presentando al mondo le sue invenzioni basate sull’utilizzo della corrente elettrica per muovere motori e accendere lampadine. Thomas Alva Edison dimostra al mondo quanto è facile squarciare il velo del buio con il semplice tocco di un interruttore. La sua invenzione, però, presenta chiari limiti. In questo momento difficile si presenta alla sua porta Nikola Tesla, uno scienziato serbo. “Da qui parte la narrazione dell’opera, raccontando il conflitto tra queste due figure centrali della storia dell’elettricità” spiega Pier Paolo Palma “Un duello, una guerra che porterà una lunga scia di vittime”.  La scena vede i due attori protagonisti sempre presenti, un “duello”  che accende rabbia, rancori, invidie, ma al contempo mette in risalto le due menti, diametralmente opposte.  “Della guerra delle correnti, mi affascinava la strategia comunicativa, l’impeto, la psicologia dei due attori. Spietato imprenditore Edison, ingenuo ma geniale Tesla”. Il regista ha dedicato molto tempo alla realizzazione del testo, all’edificazione di una storia incredibilmente vera, attuale e assurda. Uno studio sulla persuasione, sul marketing, sulle logiche del mercato, che porterà alla costruzione della prima sedia elettrica, vista come un mezzo “più umano” per porre fine a una vita. “L’idea è nata quando abbiamo deciso di raccontare i conflitti e i rapporti tra importanti figure storiche. Per la prima volta ci troviamo a produrre uno spettacolo per adulti”. Un progetto teatrale valido, che vale la pena vedere e farlo vedere. La scenografi di Georgia de’ Conno e Francesca Palatella ha permesso di far muovere gli attori sulla scena e a Pier Paolo Palma di ragionare sull’impianto narrativo. Massimo Varchione ed Elisa Vito hanno lavorato alla produzione musicale, orientandosi su un sound design e creando un tappeto sonoro che guidasse o spiazzasse il pubblico all’interno della storia. Gli attori protagonisti, Gianluca Melillo (Edison) ed Eugenio Delli Veneri (Tesla) hanno tratteggiato due opposti, con un vissuto, obiettivi e sogni totalmente diversi. “È stato un lavoro lungo, con gli attori. Difficile. Mi piace vedere il cambiamento che hanno verso il personaggio, come cambiano la loro percezione, cosa scoprono e come lo creano”. Il debutto di oggi, al teatro San Nicola, è stato un grande successo, come la prova generale del resto. Gli studenti e le studentesse del “Galilei Vetrone” hanno mostrato attenzione e partecipazione, “Hanno letteralmente trattenuto il fiato per 50 minuti”. Un lungo applauso finale, meritatissimo, ha visto la soddisfazione di tutto il team che ha lavorato duramente allo spettacolo ed il dibattito che ha seguito la pièce, è stata la conferma del gradimento da parte dei ragazzi e delle ragazze.