“L’uomo è un zôon politikòn” tuonava, parafrasando Aristotele, il professore Mario Pepe durante i suoi celebri seminari di filosofia politica, quando deputato alla Camera, teneva lezioni pomeridiane per i giovani studenti del suo amato Liceo Virgilio. A noi tutti, le sue future generazioni, prometteva poi, paternalisticamente, una lieta gita a Roma, con tanto di visita a Montecitorio.
E se l’uomo, animale politico, è spinto, per sua stessa natura, ad aggregarsi ai propri simili al fine di plasmare la comunità, oggi all’ultimo terreno saluto all’onorevole Pepe, tenutosi nel pomeriggio nella Chiesa Madre di San Giorgio del Sannio, non è mancata la comunità, quella sangiorgese in particolare. Presenti le istituzioni e la giunta comunale, nella figura del sindaco, Giuseppe Ricci; tra gli altri il consigliere regionale, Fernando Errico. Numerosi, però, sono stati i suoi concittadini, sommessi e uniti ma soprattutto nostalgici per un tempo politico che pare faccia fatica a ritornare.
Per il Sannio e per la città di San Giorgio del Sannio il nome di Mario Pepe si affianca all’idea di carisma del leader. Il carisma non è di per sé un dono divino, non è una grazia sovrannaturale, ma piuttosto una qualità non innata che il leader (e non il capo) alimenta nella relazione interpersonale con i membri della comunità stessa. Insomma, il frutto di un rapporto democratico che deriva dal basso, dalle persone, dai cittadini, dai luoghi. In questo – e nelle disparate qualità politiche e oratorie – si riconosce l’affetto per l’onorevole. Il sentimento di dispiacere attorno a cui si è stretta la città ha invaso tutti, dai singoli cittadini che, a seconda dell’età, hanno ricordato determinate circostanze della vita politica (e non) dell’ex sindaco di San Giorgio, fino agli esponenti delle istituzioni, vicini e lontani alla sua sensibilità politica. Del resto, la scomparsa di Mario Pepe ha raccolto un cordoglio trasversale nel mondo politico e istituzionale sannita. Lo hanno ricordato il Comune di San Giorgio del Sannio, che ha proclamato il lutto cittadino, il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, il senatore Domenico Matera a nome di Fratelli d’Italia, oltre a esponenti e amministratori locali, tra cui il sindaco della vicina Calvi, Vincenzo Parziale, e la vicesindaca di San Giorgio del Sannio, Giovanna Annese, che ha affidato ad un post Facebook il suo ricordo. Il PD sannita ha, invece, parlato della fine di un’epoca e del legame tra insegnamento e attività politica, mentre Acli di Benevento ne ha richiamato le radici nel cattolicesimo sociale e l’attenzione ai più deboli. Dalla FAI CISL IrpiniaSannio è arrivato il ricordo di una politica fondata sull’ascolto e sul servizio al territorio.
D’altra parte, il professore Mario Pepe era figlio, e quindi erede, di una stagione della democrazia il cui ingrediente essenziale non era ancora la comunicazione del consenso, ma una politica, intesa qui etimologicamente, come luogo di partecipazione attiva, di costruzione di idee e di una visione della società per cui i partiti non erano ancora strumenti personali, ma fonte di mediazione tra la comunità e le istituzioni. In questo, si intravedeva molto della sua formazione pedagogica e del suo spirito di insegnante di filosofia.
Ha attraversato cinquant’anni della storia politica sannita e nazionale, intessendo le proprie convinzioni politiche ad una forma mentis filosofica dell’etica pubblica. Cresciuto nella Democrazia Cristiana, nell’area della sinistra di base, è stato sindaco di San Giorgio del Sannio già negli anni Settanta, quindi consigliere provinciale e regionale. Con la fine della Dc e la transizione verso la Seconda Repubblica, ha attraversato le trasformazioni del cattolicesimo democratico italiano, dal Partito Popolare alla Margherita fino al Partito Democratico. È alla Camera dei deputati nel 1994, dove è poi tornato nel 1996 e poi ancora nel 2008, portando a Montecitorio soprattutto i temi delle autonomie locali, del Mezzogiorno, dello sviluppo e della rappresentanza dei territori. Nel 2016, dopo una lunga esperienza nazionale, accetta la sfida di tornare alla guida del Comune di San Giorgio del Sannio, diventando sindaco fino al 2021.
Anche dopo l’uscita dalle istituzioni non ha mai smesso di intervenire nel dibattito politico sannita, spesso con toni netti e polemici. Durante tutta la sua carriera, si è rivolto costantemente ai nuovi protagonisti del dibattito pubblico, nella convinzione che nella dimensione della comunità il politico debba fare della parola (il logos aristotelico per l’appunto), del confronto e della partecipazione gli strumenti della vita collettiva.
In ogni esperienza politica forte, d’altronde, c’è un punto in cui il destino personale si intreccia ad un destino collettivo: un po’ come Achab alle prese con Moby Dick riesce a trasformare una convinzione individuale in una missione condivisa, così il carisma politico di Mario Pepe, spogliato dalla dimensione tragica e ossessiva del personaggio melvilliano, è riuscito a muoversi all’interno di una tensione tra individuo e comunità, tra vocazione personale e partecipazione collettiva. Dall’uomo animale politico sociale alla polis.









