Stadio, Lauro dopo le parole di Vigorito: “Siamo già al lavoro”

In merito alla questione della tribuna dello stadio ‘Ciro Vigorito”, il consigliere delegato allo Sport Enzo Lauro specifica che “la rimozione di una parte della tribuna si è resa necessaria a seguito della verifica di vulnerabilità sismica effettuata da un ingegnere dell’Ordine di Napoli, specializzato nel settore. Per ridurre le sollecitazioni di tipo statico – anche in presenza di intemperie atmosferiche quali vento e neve – è stato dunque necessario rimuovere una parte della copertura della tribuna. Ciò impedisce qualsiasi intervento di ripristino parziale dal momento che sarebbe necessario il rifacimento integrale della copertura della tribuna”. 

“A tale proposito – prosegue Lauro – l’amministrazione comunale è già al lavoro per un adeguamento strutturale dell’intero impianto che contemplerà la copertura dell’intero stadio. In questo senso il sindaco Mastella e l’amministrazione si stanno già attivando per reperire le risorse finanziarie anche attraverso specifica istanza alla Regione che ha già sostenuto interventi simili per gli stadi di Napoli e Salerno. 

Resta indubitabile la disponibilità dell’amministrazione verso le esigenze tecnico-sportive del Benevento Calcio. La Commissione edilizia, infatti, ha dato via libera al progetto per l’adeguamento tecnologico dell’antistadio Imbriani che prevede la realizzazione di due campi in erba naturale. Il primo nella parte retrostante l’attuale campo di gioco, il secondo nell’area adiacente gli spogliatoi esistenti del ‘Carmelo Imbriani'”, conclude il consigliere Lauro.

La replica arriva all’indomani dell’intervento del presidente Oreste Vigorito nella trasmissione Ottogol, nel corso del quale il patron ha toccato anche il tema stadio: “La copertura doveva essere fatta un anno e mezzo fa. Con questo non dico che ho un cattivo rapporto con il sindaco, ma che in questa città è difficile anche avere il minimo necessario. Il sindaco è vicino a Vigorito, ma la vicinanza la si deve anche concretizzare” le parole che hanno generato la reazione di Palazzo Mosti.

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