Le pagelle: Foulon non si ripete, Hetemaj non conosce resa. Letizia, rientro sfortunato

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Fanno sei su sei per il Napoli. Ossia le vittorie sul Benevento in gare ufficiali. Zero su tre. Le reti giallorosse nel vecchio “San Paolo”. Aria di derby? Non si sente. Né in campo né, inevitabilmente, fuori. Tutto ovattato dall’assenza di pubblico, cui a distanza di un anno oramai ci abbiamo fatto l’abitudine, ma vengono meno anche i sani campanilismi di ogni sorta, con la Strega che sembra prestare il fianco a un Napoli convalescente e in piena crisi, di risultati e di uomini.

Ritrova Mertens, sempre affamato contro i sanniti e anche in questo caso a segno: quinto gol in quattro derby giocati. Ritrova fiducia, concessa da un Benevento contratto, sì come contro la Roma, ma svogliato e inconcludente, come contro l’Inter. Pericoli eccessivi non ne arrivano, ma manca nei momenti clou, sulle palle sporche che puniscono e fanno gioire invece gli azzurri. Sempre secondi sui palloni vacanti, mancano verticalità e costruzione in uscita. Vuoi anche a causa di uno Schiattarella che ha stretto i denti e non ce l’ha fatta, ne ha risentito l’intera squadra. In sintesi: gara di contenimento senza una strenua opposizione, fase offensiva totalmente assente, anche con gli innesti della ripresa e un baricentro un po’ più alto.

Il dato rilevante è che a differenza del pari sofferto contro i capitolini, a mancare è stato lo spirito battagliero, il sacrificio e gli attributi. Elementi che in un derby non dovrebbero mancare mai e che, anzi, sono alla base di gare condotte con tempra e vigore. Aria di derby che non si respira e non si sente nemmeno. Nemmeno stavolta.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 5,5: chiamato a molte uscite, tante basse, ma beffato dai gol arrivati da situazioni sporche. Eppure c’è qualcosa da eccepire: la reattività proprio nei momenti decisivi.

DEPAOLI 6: Insigne lo brucia una volta ma poi non si fa più beffare. Anche perché gli azzurri spingono sul versante sinistro, mentre lui è l’unico a raggiungere il fondo e a tirare in porta nel primo tempo, quando il Napoli però aveva già bucato.

TUIA 5,5: tante palle spazzate, ma è anche frutto di una grossa quantità di spioventi arrivati. Va una volta a vuoto e rischia. In sostanza grossi pericoli non arrivano ma pesano gli svarioni nei momenti topici.

BARBA 5,5: si comporta meglio nella prima frazione, sulla falsa riga di Tuia. Tante palle da allontanare ed errori di gruppo decisivi. Ammonito, salterà l’infrasettimanale col Verona.

FOULON 4,5: il filo conduttore che lega la sua prestazione da Roma a Napoli è la scivolata su El Shaarawy con scampato pericolo fino a quelle su Politano che potrebbero costargli anche il giallo, graziato. Inzaghi gli dà fiducia ma non si ripete, l’ex Inter è una spina nel fianco e pesa come un macigno il mancato rientro in linea che tiene in gioco Mertens sull’1-0 (dal 19′ st Letizia 5,5: il rientro è sfortunato, prova ad allontanare il pericolo ma la palla carambola su Politano e poi in rete. Si fa beffe di Koulibaly che lo atterra beccandosi il rosso).

IONITA 5: non si vede e non si sente e dunque appare anche difficile giudicarlo, punirlo o evidenziare elementi positivi. Inzaghi e D’Angelo lo piazzano in mezzo per dar sostegno nei raddoppi sulle fasce, ma il suo lavoro si vede davvero poco. Estraneo (dal 37′ st Moncini sv).

SCHIATTARELLA 5: non è in forma e si vede, tant’è che ne risente l’intera trama in verticalizzazione. Pochissimi palloni toccati e tempi davvero lenti (dal 45′ st Insigne R. 5,5: qualche spunto ma non replica il gol dell’andata stasera nella sua terra).

HETEMAJ 6: l’unico a sacrificarsi è sempre e solo lui. Lavoro sporco e dispendioso, fatica per tre. Fintanto che Abisso lo punisce anche con il giallo verso il finale. Non conosce resa.

VIOLA 5,5: avanzato sulla trequarti in veste di rifinitore ma le palle in uscita sono poche e le trame ingarbugliate. Prova a beffare Meret direttamente da calcio d’angolo, unico flash di una gara che lo vede lentamente oscurarsi.

CAPRARI 5: pochissimi spunti, sempre e soltanto fini a se stessi. Improduttivo e incostante (dal 19′ st Sau 5,5: un Benevento con baricentro più alto ma mai effettivamente pericoloso. Anche lui può poco, nonostante l’espulsione di Koulibaly a 10 dal termine).

LAPADULA 5,5: murato completamente da KK e Rrahmani, qualche buono strappo ma tutto effimero. Scarso sostegno e predicatore nel deserto: sempre la stessa storia (dal 25′ st Gaich 6: bell’impatto, prestanza fisica e qualità, anche un tentativo, alto, nel finale. Lo iniziamo a conoscere).

D’ANGELO 5,5: Pippo prova a farsi sentire dalla tribuna, lui con aplomb gestisce a bordocampo. E’ un Benevento senza cattiveria e attributi, qualità che hanno consentito di stoppare la Roma. Mettici uno Schiattarella a mezzo servizio e scarsa verticalità, viene meno tutto il progetto tattico della gara. Fa tutto l’atteggiamento, indipendentemente da tutto.

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