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Le pagelle: Letizia fa la frittata, Calò monotematico, Lapadula stoico

Emmanuele Mastrodonato via Imago Images

Colpo grosso di Pippo Inzaghi che quasi al photofinish beffa il Benevento del successore in panchina Fabio Caserta. Galeotta le leggerezza di capitan Letizia che consente a Tramoni di involarsi in rete e battere Manfredini. Passo indietro degli stregoni rispetto alla prova di giovedì a Crotone. Squadra stanca, poco brillante e che è mancata nei singoli. La linea di trequarti formata dai rientranti Insigne e Sau oltre a Ionita, assiste poco un Lapadula stoico che merita la sufficienza piena per l’impegno e l’abnegazione. In ombra anche Calò, uscito anzitempo per Acampora. Di seguito le valutazioni dei giallorossi.

MANFREDINI 6: attento in tutto l’arco del match, si mette in mostra sulla conclusione di Spalek e non corre grossi pericoli, fino al vantaggio di Tramoni dove sarebbe servito soltanto un miracolo.

LETIZIA 5: ha qualche problemino con il “giovanotto” Palacio che nella prima frazione sguscia via in qualche occasione. Tira fuori la personalità ma combina la frittata quasi allo scadere: dalle stelle alle stalle nel giro di cinque giorni. Non da lui.

GLIK 6: solido e accorto per una buona oretta, poi va in debito di ossigeno e il suo rendimento cala.

BARBA 6: senza sbavature, solo una disattenzione del singolo spiana la strada alle rondinelle altrimenti la gara sarebbe scivolata via sullo 0-0 premiando entrambe le difese.

FOULON 6: chiamato a diverse chiusure sul secondo palo, deve alzare i giri perché i raddoppi non lasciano fiatare le maglie giallorosse (dal 35′ st Masciangelo sv).

CALÒ 5: forza sempre la giocata risultando monotematico. Il lancio lungo per Lapadula è una soluzione che non riesce sempre se non quasi mai, talmente tanto da diventare scontato (dal 14′ st Acampora 6: entra in un momento in cui la partita si fa ruvida, concede qualche strappo in avanti poi il triste epilogo).

VIVIANI 6: più presente ma meno vivace rispetto alle ultime uscite, risulta l’uomo di riferimento sulla mediana. E’ lui che si fa vedere, è lui che smista, è lui che si prende le responsabilità.

INSIGNE 5: nessuno spunto degno di nota. Torna titolare dopo tre giornate in cui ha racimolato soltanto 18 minuti e dà la sensazione di aver gettato alle ortiche una buona chance per entrare nelle grazie di Caserta (dal 14′ st Brignola 5: entra e squilla subito dalle parti di Joronen poi sul più bello spreca un gol che grida vendetta. Perché poi il Brescia passa e son dolori).

SAU 5,5: dialoga con Lapa per vie centrali ma manca la scintilla. Anche la condizione non è delle migliori, pallido (dal 24′ st Elia 5,5: non fa niente di più e niente di meno rispetto ai titolari sostituiti).

IONITA 5,5: supporta poco in attacco anche se c’è da dire che è chiamato anche a rientrare dietro in fase di non possesso. La netta sensazione è che anche lui sia arrivato a questa sfida a corto di fiato (dal 35′ st Tello sv).

LAPADULA 6,5: le prende tutte lui, che sia affrontato da Cistana, da Chancellor o da entrambi. Combatte da solo, non riceve palloni utili ma comunque li ripulisce e rifinisce, alla fine veste anche i panni del difensore sventando una buona occasione per gli ospiti. Cosa vuoi di più? Una squadra che lo faccia brillare.

CASERTA 5,5: le scorie del match dello ‘Scida’ non sono state del tutto assimilate nonostante qualche turnazione. I nuovi impiegati non danno quel brio necessario a scardinare il muro bresciano e la squadra recita lo stesso copione risultando alla fine facilmente leggibile. Gara opaca che avrebbe sorriso al pari, invece ora ci si lecca le ferite come Parma.