L’ex Campagnacci: “Con la Strega il gol più importante della mia carriera”

L’ex Campagnacci: “Con la Strega il gol più importante della mia carriera”

"È stato per me un grande orgoglio appartenere al popolo beneventano e ancora oggi ho i brividi per quanto provato nel Sannio"

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Con il suo gol al Catania, arrivato all’ottantunesimo minuto di un match assai complicato e che viaggiava sui binari del pareggio, Alessio Campagnacci è entrato di diritto nella lista dei calciatori più amati dai tifosi del Benevento e per farci raccontare cosa ancora prova a distanza di quasi tre anni da quella rete che avvicinò l’allora truppa di mister Gaetano Auteri alla serie B lo abbiamo raggiunto telefonicamente. Prima però il buon “Peccio” ripercorre le stagioni precedenti vissute nel Sannio. “Arrivare a Benevento, nell’estate del 2013, è stata una sorpresa perché sarei dovuto restare alla Reggina. Appena però mi fu avanzata questa proposta non esitai ad accettarla e decisi così di scendere di categoria. I tifosi si aspettavano tanto da me, ma il primo anno fu utile soprattutto per ritrovare me stesso, dato che nella stagione precedente un infortunio mi limitò molto. La stagione seguente, a livello personale, è stata la migliore in giallorosso, anche se resta un po’ di rammarico per come si è conclusa, con il Como che al “Vigorito” ci buttò fuori dai play off. Il terzo anno, nonostante quattro infortuni nell’arco della stagione, è stato fantastico. Aver conquistato la serie B con il Benevento, dopo la nascita di mio figlio, è la gioia più grande della mia vita”.

Una storica promozione arrivata anche grazie al tuo gol contro il Catania e cosa hai provato quel pomeriggio del 17 aprile 2016?

Quella rete è stata una liberazione, sia per me e anche per tutta la gente sannita. Non ti nego che anch’io, così come i tifosi, rivedo spesso i video di quel gol. Vedere la gioia nei loro volti è un qualcosa che non dimenticherò mai. Con il Benevento ho segnato il gol più importante della mia carriera e la città sannita sarà per sempre la mia seconda casa. A Benevento sono cresciuto sotto ogni punto di vista. Il primo anno ricordo anche dei giusti fischi nei miei confronti, ma a mio figlio, appena sarà un po’ più grande, farò vedere i video degli anni vissuti in giallorosso.

Dopo la conquista della B si è materializzata per te una grande beffa, essendo finito fuori rosa per il campionato cadetto e hai quindi degli rimpianti per come si è conclusa la tua esperienza in giallorosso?

I rimpianti sono tanti, ci sono rimasto molto male, ma almeno sono riuscito a fare anche una sola presenza in B con il Benevento e basta questo per riempire il mio cuore di gioia. Mi fu detto di andare via soltanto il 29 agosto, ripeto ci sono rimasto male, ma il calcio è anche questo. Credo che avrei potuto dimostrare qualcosa anche in serie B.

Dei tuoi tanti ex compagni avuti a Benevento con chi sei rimasto a stretto contatto?

Mi sento spesso con Lucioni, Padella e Marotta. Con quest’ultimo ho condiviso anche l’esperienza di Siena e ogni tanto sento anche Ghigo Gori. Della squadra che ha centrato la B di tutti mi è rimasto qualcosa e un gruppo del genere è difficile trovarlo altrove. Con la promozione siamo entrati di diritto nella storia del Benevento.

Credo proprio che gli stregoni continui a seguirli o sbaglio?

Non sbagli affatto. Il Benevento lo seguo e credo che ci siano tutte le potenzialità per tornare in serie A. Mi sento di dover dire, ancora una volta, grazie a tutta la società del Benevento e i suoi tifosi. Per me è stato un orgoglio appartenere al popolo beneventano e ancora oggi ho i brividi per quanto provato nel Sannio.

Nella stagione in corso indossi la maglia del Gubbio e come procede l’esperienza con gli eugubini?

Quest’anno sono tornato a casa. Fortunatamente finora non ho avuto infortuni e il nostro obiettivo è quello di arrivare quanto prima alla salvezza. Ci tengo a chiudere questa stagione nei migliori dei modi e credo di avere ancora le potenzialità per tornare ad essere quel calciatore ammirato a Reggio Calabria e a Benevento.