Nella lontana estate del 2007, successivamente alla delusione per la mancata promozione in serie C1, con il Benevento arresosi al Potenza in finale play off, la famiglia Vigorito affidò all’avvocato Maglione il compito di costruire un’invincibile armata che avrebbe dovuto aggiudicarsi il successivo campionato di serie C2. Tra i grandi acquisti che il dirigente napoletano portò a termine ci fu anche quello di Salvatore Ferraro. Il difensore calabrese, ma diventato negli anni un beneventano a tutti gli effetti, essendo la sua compagna di Benevento e dalla quale ha avuto una meravigliosa bimba, ripercorre i tre anni da calciatore vissuti all’ombra dell’allora Santa Colomba. “La prima fu una stagione molto importante, difficile, ma allo stesso tempo bella. C’era un gruppo di ragazzi fantastici e ho avuto la fortuna di giocare in una squadra davvero forte che non centrava nulla con la serie C2 e dalla quale riuscimmo a scappare vincendo il campionato. Nella seconda stagione, invece, feci molto bene dal punto di vista personale, ma quella finale persa contro il Crotone sarà sempre il più grande rimpianto della mia carriera e mai dimenticherò la coreografia della Curva Sud. Nella stagione successiva ci furono diversi alti e bassi. Novara e Varese avevano un qualcosa in più rispetto a tutte le altre e quel qualcosa in più l’hanno poi dimostrato anche in serie B, con i piemontesi arrivati in due anni in serie A”.

L’esperienza nel Sannio ti ha permesso di conoscere l’indimenticabile Imbriani e con Carmelo sin da subito il legame è stato di quelli forti. Cosa puoi dirci della vostra amicizia?

Io e Carmelo eravamo compagni di camera e ho fatto anche d’autista al suo matrimonio. Grazie a lui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Dico semplicemente che lui era la mia famiglia a Benevento. Un fratello maggiore con il quale sono rimasto a stretto contatto anche dopo che sono andato via da Benevento.

Della squadra giallorossa so bene che continui a essere informato e pensi che attraverso i play off si possa tornare in serie A?

Il Benevento ha un ottimo organico per la serie B. Scendere dalla serie A e riproporsi non è affatto semplice e il Benevento, nonostante le diverse difficoltà avute, ha disputato comunque un campionato importante. In vista dei play off sono ottimista e penso che la squadra li affronterà nei migliori dei modi. Della rosa, avendo giocato negli anni scorsi contro molti di loro, conosco diversi calciatori e oltre a Ghigo Gori conosco bene anche Improta. Con lui ho condiviso l’esperienza di Lanciano. All’epoca era molto giovane, ma già si vedeva che aveva qualcosina in più rispetto al resto della squadra. Ghigo, invece, è sempre stato un punto di riferimento e lo è ancora. Sappiamo tutti quanto tiene al Benevento ed è ancora un portiere molto affidabile, del resto l’ha dimostrato sabato pomeriggio a Brescia.

Vivendo a Benevento sei a contatto con molti tifosi, ma c’è qualcosa che vuoi dire a loro?

I tifosi giallorossi devono semplicemente continuare a sostenere la squadra come hanno sempre fatto ed è anche merito loro se il Benevento è arrivato sino in serie A. Il presidente Vigorito merita il meglio, quindi mi auguro che presto si possa festeggiare un’altra promozione.