L'impresa di Alessio, la sua storia in bici da Bruxelles a Benevento

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È partito da Bruxelles nel mese di luglio, ha attraversato Paesi quali Belgio, Lussemburgo, Germania, Francia e Svizzera, ha disceso l’Italia tirrenica ed è tornato nella sua Benevento. Queste le tappe intraprese da Alessio Fragnito, fondatore e presidente dell’Associazione Benevento Longobarda, con la passione per il ciclismo sin da quando era un ragazzino. Ha percorso 2650 km in sella alla sua bici, sfidando le alte vette, i tracciati talvolta sconnessi e la fatica dei bagagli addosso. Ma per lui questo viaggio durato ventisei giorni non è stato il primo e come quelli precedentemente intrapresi, gli ha regalato un’esperienza di vita straordinaria, una passione nata anni fa vedendo e seguendo i cicloturisti stranieri. Il percorso seguito fa parte di un progetto, chiamato Secret Route, come ci spiega lui stesso:

“Secret Route nasce da un’esperienza di viaggio mia e di altri ragazzi, soprattutto all’estero, dove tante persone utilizzano la bicicletta non solo come mezzo di trasporto ma anche per viaggiare. L’idea, inoltre, è nata perché Benevento si trova sull’EuroVelo 5, chiamata Ciclovia Romea Francigena, e che ho percorso da Bruxelles fino a Benevento. Secret Route dunque nasce per incrementare il numero di cicloturisti lungo l’itinerario dell’EuroVelo 5, che parte da Londra e finisce a Brindisi, per dare la possibilità ai cicloturisti stranieri di percorrere la tratta Roma-Brindisi, grazie alla guida da noi creata”.

Alessio parla delle sue esperienze passate in giro per l’Europa, con la sua bici, mettendo in risalto l’organizzazione dei Paesi europei nell’ambito del cicloturismo, sfruttando soprattutto le ricchezze dei propri territori. Un esempio che dovremmo seguire anche qui in Italia e nella nostra città. Poi ci parla nello specifico del suo ultimo viaggio:

“Mi trovavo a Bruxelles per un corso di certificatore Eurovelo, insieme a un amico della FIAB di Foggia, per costruire ciclovie di qualità e fornire servizi ai cicloturisti che seguono i percorsi italiani spesso poco connessi tra di loro. Con lui ho attraversato il Belgio, il Lussemburgo, la Germania e la Francia, passando per borghi e luoghi storici e caratteristici, ho dormito una notte in una stalla riadattata all’uso di noi pellegrini, poi siamo stati ospitati da altri cicloturisti come per usanza. Successivamente siamo giunti in Svizzera, superato il Canton Ticino siamo arrivati a Como e ci siamo divisi. Ho seguito un percorso abbastanza spirituale dove c’erano degli ostelli gestiti dai conventi, sono sceso lungo la Toscana e poi dopo Roma ho raggiunto Benevento seguendo un percorso che avevo già fatto più volte”.

Infine, una battuta sul divieto di circolare con le bici lungo il Corso Garibaldi:

“Spero si arrivi a mitigare questa decisione un po’ troppo drastica. Il sindaco ci riceverà il 27 settembre. Per me il corso è un passaggio fondamentale dato che è situato lungo il percorso della via Romea Francigena. In questo senso, vorrei anche impegnarmi per fare un corso di educazione stradale per i ciclisti. Io mi sposto solo in bici, anche per coprire le lunghe distanze”.

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