Lo struppolo è un fritto salato, nativo di San Salvatore Telesino. L’assonanza con lo smielato struffolo non tragga in inganno: lo struppolo è saporito e mordace. Simbolo della cucina popolare, era considerato un piatto ricco destinato a matrimoni e feste, per la presenza di uova e olio, a simboleggiare prosperità e abbondanza.

Con una sagra dedicata in terra natìa, in passato la Pro Loco ha organizzato un corso a tema, perché le ricette della tradizione sono un’imperdibile eredità che testimonia l’identità di una terra con i suoi sapori. Per la ricetta ci sono due scuole di pensiero: con o senza lievito? Quello senza lievito è più tozzo e ruvido, mentre, nella seconda versione, l’idilliaco fritto telesino tenderà a gonfiarsi.

Anello di congiunzione tra la pasta choux e la zeppola di pasta cresciuta, è appetitoso in solitaria, ma raggiunge il suo apice con salumi e formaggi, accompagnato da un calice di vino rosso. È consigliabile infatti farcirlo.

Ingredienti

1 kg di farina

lievito

1 bicchiere d’olio

10 uova

1 cucchiaio di sale

1 pizzico generoso di pepe

1 litro d’olio di semi di arachidi per friggere.

Procedimento

Impastare tutti gli ingredienti, aggiungere alla fine il lievito stemperato in un po’ d’acqua calda. La quantità di lievito dipende dai tempi d’attesa, una lunga lievitazione richiede poco lievito. Attendere che l’impasto lieviti, tagliare dei tocchetti di 8/9 cm e passarli su un cesto di vimini, per dargli un aspetto corrugato. Riscaldare l’olio in una teglia più alta che larga, quando la temperatura dell’olio sarà elevata, tuffare un paio di struppoli alla volta, fin quando non saranno dorati. Scolare e asciugare l’eccesso di olio con carta da cucina.