“Il territorio prima di ogni appartenenza partitica”. Nino Lombardi inaugura il secondo mandato alla Rocca dei Rettori con l’intenzione di riprendere il filo che ha contraddistinto i primi quattro anni di governo provinciale: “Relazioni e dialogo con gli amministratori e le associazioni di categoria per rispondere ai bisogni delle comunitĂ ”. Messaggio destinato anche a viale Mellusi, sede del Partito democratico chiamato in queste ore a riunirsi per avviare una profonda riflessione interna.
Riflessione che di certo toccherĂ anche quei manifesti, di cui è tappezzata la cittĂ , che mettono alla gogna Umberto Del Basso De Caro e i consiglieri Pd e Moretti che hanno votato per il candidato di centrodestra Claudio Cataudo. Lombardi, con lo stile british che da sempre lo contraddistingue, dribbla la domanda ribadendo che i prossimi quattro anni saranno improntati sul dialogo “aperto a tutti per il bene del territorio”. Nell’aula del Consiglio provinciale assente la dem Floriana Fioretti, subentrata a Carmine Valentino, ma ci sono quegli esponenti in aperta disputa con l’attuale establishment Pd e pro campo largo con Mastella: Italo Palumbo, Peppe Addabbo e Angelo Marino. Mastella che, su impulso di Lombardi, ha aggiunto la sua chiosa alla cerimonia auspicando “una connessione sempre piĂą forte tra le istituzioni” e una “fervida, capace e incisiva collaborazione con tutti i sindaci”.
Lombardi: “Dialogo senza pregiudizi”
“Il consenso ricevuto da tutte le fasce di voto testimonia il lavoro di squadra dell’intera Provincia”, ha affermato Lombardi a margine della cerimonia di insediamento e giuramento in una sala consiliare della Rocca dei Rettori gremita di amministratori, sindaci, consiglieri e autoritĂ . Ad assistere alla cerimonia, accomodati in prima fila, il sindaco di Benevento Clemente Mastella con la consorte Sandra Lonardo, l’arcivescovo Michele Autuoro, il presidente del Tribunale Michele Russo e il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò. Il vertice della Provincia rivendica il ruolo di un’istituzione “presente”, che “non ha guardato a pregiudizi o appartenenze politiche”, ma ha operato con l’obiettivo di diventare “l’ente piĂą vicino e immediato ai Comuni”. Parte dunque una nuova esperienza “che vedrĂ aprirci ancora di piĂą agli amministratori e alle associazioni di categoria, perchĂ© solo una voce corale può rendere il nostro territorio piĂą attrattivo e resiliente, facendone rispettare le esigenze e le potenzialitĂ ”. Da qui il tema delle aree interne, “che rischiano di rallentare fino a fermarsi. Noi chiediamo opportunitĂ e futuro per i nostri giovani, un futuro fatto di sostenibilitĂ , qualitĂ e cultura. Ma servono anche infrastrutture adeguate e investimenti nell’istruzione e nella formazione, perchĂ© è da lì che passa la possibilitĂ di invertire la rotta”.










