Loschiavo: “Nulla è compromesso, gli stregoni reagiranno”

Foto: ottopagine.it
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Dopo il direttore sportivo Luigi Pavarese, intervistato nel mese di settembre, abbiamo contattato un altro addetto ai lavori per farci dire le proprie sensazioni sul Benevento e questa volta è toccato al dirigente sportivo, nonché con un passato in giallorosso, Antonio Loschiavo, dire la sua sugli stregoni. “Il Benevento è una squadra che presenta un giusto mix di elementi dalla provata esperienza e giovani di qualità, quindi saprà mettersi alle spalle questo periodo di difficoltà. Anche l’allenatore, pur essendo giovane, lo reputo molto bravo per questa categoria e poi c’è il presidente Oreste Vigorito che riesce a gestire ogni situazione che gli si presenta davanti. Come organico lo reputo tra i migliori e non c’è molto da preoccuparsi perché, nelle partite precedenti alle sconfitte contro il Foggia e il Pescara, la squadra ha mostrato una certa solidità”.

A suo avviso, quindi, quella giallorossa è davvero una rosa che può puntare alla promozione in serie A?

Siamo ancora all’inizio di questo campionato e un’idea più dettagliata la si potrà tracciare soltanto dopo dieci giornate, ma ripeto mister Bucchi dispone di una rosa di assoluto livello per la serie B.

Direttore, essendo stato un dirigente del Benevento per diverse stagioni, qual è il suo rammarico più grande?

Il rammarico più grande è quello di non essere riuscito a ottenere il risultato che la piazza sannita aspettava da troppi anni, ovvero la promozione in serie B. Sono state stagioni particolari e in quella 2012/2013 ha influito e non poco la prematura scomparsa di Carmelo Imbriani. Sono comunque molto contento di dove sono riusciti ad arrivare sia Benevento che la famiglia Vigorito. Da un punto di vista gestionale la società è sempre stata molto organizzata e i risultati cominciano a notarsi anche a livello giovanile.

In merito alla crisi del sistema pallonaro italiano qual è la sua idea?

In estate c’è stata una grande confusione ed essa non ha fatto altro che allontanare la gente dagli stadi. Si è davvero toccato il fondo perché non si può gestire una federazione così importante cambiando le regole dalla sera alla mattina. Il calcio è davvero il pane quotidiano in gran parte della nostra nazione e mi auguro che con l’elezione di Gravina alla presidenza della Federcalcio possano esserci per davvero i cambiamenti desiderati.

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