"Lotto marzo", sciopero internazionale delle donne

lotto marzoDalla Spagna all’Italia, dalla Polonia agli Usa non si contano più gli attacchi istituzionali all’autonomia delle donne: che si tratti di leggi che ledono il diritto all’aborto o di iniziative come il Piano nazionale della Fertilità. Piano che ha riproposto lo stereotipo della donna/incubatrice riducendo la maternità a mero dovere sociale, non supportato dal diritto sociale (mancanza o carenza di servizi come consultori ed asili).

Persino la recentissima elezione dell’ultimo Presidente Usa, che ha fatto della misoginia il fiore all’ occhiello della propria campagna elettorale, conferma come rinvigorisca un immaginario anacronisticamente sessista che a sua volta nutre l’erba sempre verde della violenza di genere. In questo allarmante scenario i tentativi di resistenza delle donne, in tutto il mondo, non hanno tardato ad arrivare toccando anche l’Italia.

Sulla scia delle mobilitazioni argentine, il movimento nazionale “Non Una DI Meno” lo scorso novembre ha riportato in piazza – e non solo – più di 200.000 persone, a ribadire la forza e la propositività delle donne, per rimettere al centro dell’agenda politica la questione della liberazione femminile.

Ad oggi una nuova sfida è stata lanciata: ri-significare la data- simbolo dell’otto marzo – di fatto ridotta a vuota celebrazione retorica – col rifiuto dell’oppressione di genere in tutte le sue manifestazioni, costruendo un grande “sciopero internazionale delle donne”, uno sciopero da ogni attività produttiva e riproduttiva che ci vede coinvolte.

A Benevento, l’otto marzo, scenderemo in piazza per ribadire che la violenza di genere, che subiamo in quanto donne, è strutturale e funzionale alla società basata su modelli patriarcali e non può essere disgiunta da un cambiamento radicale di questi modelli e dalla messa in discussione dei ruoli e dei rapporti sociali; che è trasversale, a tutte le classi, le etnie e gli ambienti. Violenza è essere costretta a firmare le dimissioni in bianco, vedersi negata la pillola del giorno dopo o non poter abortire, è quella con cui siamo costrette a confrontarci sui posti di lavoro, negli ospedali, nelle scuole ed università, nei tribunali, nei Cie.

Le pratiche femministe possono diventare la chiave di volta di un non prorogabile ripensamento dell’esistente!

APPUNTAMENTI

ORE 10:00 PRESIDIO presso l’ospedale civile Rummo, per denunciare la mancata applicazione della legge 194 e di fatto l’impossibilità di abortire per l’assenza di personale sanitario non obiettore; nonché avere chiarimenti sulla presenza dell’associazione pro-life all’interno della struttura pubblica, che da anni ostacola la libera scelta delle donne in materia di maternità e corpo.

ORE 18:00 in piazza F.Torre PRESIDIO NON UNA DI MENO musica, performance e letture per aprire uno spazio di riflessione sul sessismo, condividendo analisi e pratiche di liberazione.
Vi aspettiamo numerosi
Non Una Di Meno – Benevento

Prossima Assemblea: 1 marzo ore 18:30 – Sportello EXIT via San Pasquale

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