Giornata di confronti importanti per il sindaco di Benevento Clemente Mastella sul piano del trasporto scolastico e del caso di razzismo da parte del conducente di un autobus nei confronti di immigrati muniti di biglietto segnalato dalla consigliera Delli Carri: il colloquio con Trotta Bus in merito alle due situazioni si è tenuto nella tarda mattinata e successivamente il primo cittadino beneventano si è soffermato sul caso “Why Not” e sulle dichiarazioni ritenute oltre il limite, di alcuni consiglieri che compongono la maggioranza.

“La Cassazione – ha dichiarato Mastella – ha deciso che de Magistris mi deve pagare i danni materiali e morali rinviando alla Corte d’appello la quantificazione, i tempi però sono biblici e spero che lo facciano il più presto possibile. Ci furono degli interventi di de Magistris (allora pm) assurdi, inenarrabili, fuori da ogni criterio di correttezza. Io mi son dovuto dimettere, lui è apparso come l’eroe senza macchia e senza paura, era diventato il Robin Hood della situazione e ne ha tratto vantaggio. Oggi se ne rendono tutti conto, sperando che lo facciano anche i napoletani da qui a poco tempo, tant’è vero che ha annunciato che non si candiderà alle Regionali” ha chiosato l’inquilino di Palazzo Mosti circa l’ultima sentenza sul caso “Why Not”.

“Nel ringraziare i consiglieri che esprimono incondizionatamente fiducia nei miei confronti, devo con rammarico prendere atto che continuano a registrarsi incomprensioni e dichiarazioni che troppe volte superano il limite del garbo e del rapporto di solidarietà umana e politica”: dopo aver sferrato gli attacchi al collega di Napoli, il sindaco di Benevento ha poi dettato le regole all’interno della sua maggioranza.

“Ho sempre ascoltato pazientemente – dice – l’opinione di tutti, e in modo particolare quella dei consiglieri di maggioranza, ma a questo punto ritengo che ognuno debba rientrare nel proprio ambito evitando dichiarazioni inutilmente polemiche e che danno l’idea di scontri tribali assolutamente inaccettabili. Insomma, va messo un punto e accapo a questa situazione. Per questo motivo – conclude – sto già ascoltando tutti i consiglieri e chi si attiene a questa regola è nel perimetro della maggioranza, mentre chi non vi si attiene è fuori. Il che ovviamente non significa non ci debba essere dialettica, ma semplicemente che occorre evitare spropositi, parole eccessive e fuori luogo e inopportuni motivi di rancore, perché questo andazzo non è più accettabile”.