La Chiesa marcia per la pace. Accrocca: “Nessuna assuefazione alle guerre”

“Non c’è stata reazione rispetto alla guerra, piuttosto c’è stata assuefazione, fatalismo, come se dovesse per forza accadere e noi non possiamo fare niente. Non è vero, i bambini ci ricordano che noi possiamo gridare la nostra reazione indignata a tutto ciò”: così monsignor Felice Accrocca in occasione della marcia della pace organizzata dall’Azione cattolica che ha radunato a Benevento oltre trecento tra bambini, giovani dell’Acr, parroci e rappresentanti dell’associazionismo. Partecipazione estesa anche alle scuole e che ha visto manifestare vivacemente anche gruppi provenienti da fuori provincia.

Il raduno a piazza Castello, come da tradizione l’ultimo sabato del mese di gennaio, con punto di arrivo al Duomo, dove l’arcivescovo ha tenuto un momento di preghiera finale e affidato ai presenti le riflessioni conclusive. Nel mezzo, lungo corso Garibaldi, brevi soste dedicate alla lettura di testi e canti. “La ritengo un’importante azione educativa per i bambini, affinché diventino un domani costruttori di pace” il pensiero di Accrocca. “E’ importante urlare in maniera composta, dignitosa, educata ma decisa e ferma” ha aggiunto, rimandando allo slogan della giornata ‘La pace in testa’: “Necessario però averla anche nel cuore e sulle labbra per gridarla a voce alta”.

Vincenzo Mastronardi, presidente diocesano dell’Azione cattolica di Benevento, sottolinea il lavoro di parrocchie e Acr che “dedicano tutto il mese di gennaio alle riflessioni sulla pace, come sentimento che nasce dal cuore, ma è un bene che va anche perseguito. C’è bisogno di sforzarsi ad avere pensieri di pace” ribadisce Mastronardi, sottolineando inoltre la concomitanza della celebrazione nel giorno della Shoah: “Non vogliamo dimenticare i sentimenti brutti che hanno alimentato il nazifascismo: per cui sforziamoci ad avere cuori puri, siamo tutti fratelli”.

Giorno della memoria caratterizzato anche dai divieti di Piantedosi ai cortei pro-Palestina. Per il sindaco Clemente Mastella “il ministro ha fatto bene a imporre questo tipo di soluzione. Non mi sembra giusto fare manifestazioni in contrapposizione a Israele, nonostante vada tutta la nostra solidarietà ai palestinesi. Viviamo il tempo della smemoratezza e non della memoria rispetto alle guerre e alla Shoah. Sembra il tempo di Erode nel quale si ammazzano bambini da una parte e dall’altra. Le classi dirigenti devono spingere la diplomazia affinché si raggiunga la pace”.

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