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Oltre agli indimenticabili Carmelo Imbriani e Komi Tchangai, Antonio Maschio è un altro ex calciatore del Benevento che nell’ormai lontano 2005, pur di restare nel Sannio, ripartì dall’allora serie C2, con la nuova società che sfruttò il Lodo Petrucci. A distanza di anni questo forte legame con i colori giallorossi non si è mai assopito e l’8 giugno 2017, nella serata in cui il Benevento salì in serie A, nella tribuna del “Vigorito” scoppiò a piangere dall’emozione. Tale pianto, nonostante la grande euforia del momento, non sfuggì a tanti tifosi e rafforzò, pur non essendoci il bisogno, il suo legame con il Benevento. “Quella sannita è una piazza che sarà sempre nel mio cuore. A Benevento è nata mia figlia e di conseguenza anche la mia famiglia è molto legata alla città sannita. Torno spesso nel Sannio ed è sempre un grande piacere”.

In questa stagione il Benevento sta superando ogni record e quali sono i maggiori punti di forza della truppa di Inzaghi?

Conosco bene l’ambizione del presidente Vigorito, negli ultimi anni ha iniziato a raccogliere i frutti di una semina iniziata nel lontano 2006 e dalla serie C2. Benevento per un calciatore è una delle piazze italiane più belle dove poter giocare. La mia non è una sviolinata e una conferma di quanto detto si è avuta due anni fa con Sagna, con un calciatore di fama internazionale come il francese che si è trovato benissimo nel Sannio. Del Benevento attuale mi piace praticamente tutto.  È una squadra solida e che interpreta alla perfezione ciò che chiede mister Inzaghi. Da ex centrocampista, inoltre, dico che il trio Hetemaj, Schiattarella e Viola è semplicemente da serie A. Sono tre grandi professionisti e con le loro indiscusse qualità stanno dirigendo la squadra dove merita di andare.

A distanza di tredici anni sono ancora tanti i rimpianti per quel rapido addio al Benevento?

Come già detto di Benevento custodisco tanti bellissimi ricordi, ma ancora oggi il rimpianto più grande è quello che non mi fu data l’opportunità di rimanere e fui costretto ad accettare, nel gennaio 2007, la proposta della Reggiana. Ricordo ancora la mia ultima partita con la Strega, Benevento–Rende, vincemmo 4-0 e nessuno dei miei compagni sapeva che sarei andato via. A fine partita andai sotto la Curva Sud e piansi come un bambino.

Da qualche anno hai intrapreso la carriera da allenatore e quali sono i principali obiettivi che ti sei prefissato di raggiungere?

Avendo intrapreso questo percorso ho un obiettivo ben preciso ed è quello di allenare almeno una squadra del settore giovanile del Benevento. Rappresentare nuovamente la squadra giallorossa, seppur in un’altra veste, è il mio sogno.

Roberto Corrado
Laureato in Scienze della Comunicazione e Giornalista Pubblicista