Lo spunto glielo ha dato l’amico Della Valle, ieri sera a telefono. Dice Mastella che fa finta di disinteressarsi “ma poi chiede sempre”. E una volta saputo che il Campanile fa 100mila voti in tutta la regione, allora l’appellativo scatta d’obbligo e Clemente lo fa suo: “Chiamatemi Mister Centomila Voti”.

COMUNALI 2021, MASTELLA ANNUNCIA LA RICANDIDATURA

A parer suo era pure scettico. “Pensavo di arrivare a 50mila/60mila, ed era già difficile così” dice. Alle spalle ancora i primi vagiti, come li chiama lui, di un neonato movimento che in due mesi ha raccolto 102.390 voti in Campania conquistando due seggi in Consiglio: il sannita Abbate e la casertana Iodice. Il medico beneventano tocca quasi le 10mila preferenze ed è il più votato nel Sannio, insieme a lui si riconferma il fedelissimo deluchiano Mortaruolo, grazie a un PD che fa faville. “Loro hanno una tradizione storica, noi la verve” analizza Mastella. Prima forza in città, la seconda nell’intera provincia, e la stoccata non può che essere diretta agli anti-mastelliani: “Tutti dicono “Siamo contro Mastella” e poi sparano stronzate, è avvilente. Questa non è una buona politica, ci sarà una ragione per cui io sto ancora in campo e questi dopo un po’ di tempo vengono spazzati via”.

Il duello con Forza Italia, nei comuni mastelliani e azzurri, è stato senza esclusione di colpi: “Mastella prende e va via? No sono io che dò. Loro sono al 4% e io al 16%. Loro sono un marchio con Berlusconi quindi il mio risultato è un qualcosa di eccezionale”. E meglio non fare la fine di Salvini e della Lega, secondo il primo cittadino: “Mai con Mastella, e i risultati? La gente vota me e non lui. Noi avremo due consiglieri e lui tre”. E utilizza la metafora delle Forche Caudine quando i sanniti “umiliarono i romani con un gesto con la bocca: un grande pernacchio a Salvini”.

ABBATE VA IN REGIONE: “SANITÀ, SARÀ BATTAGLIA”

Sorride per la vittoria di Di Lonardo a Guardia e non nasconde la contentezza per la sconfitta di Carmine Valentino a Sant’Agata de’ Goti: “Io avrei fatto un’alleanza diversa ma non sono stato ascoltato e ho capito che non era cosa. La mia indicazione era di stare tutti assieme e non mi piaceva il modo di fare e la gestione”. Ora guarda a Napoli, direzione Vincenzo De Luca riconfermatissimo presidente, e vede geometrie: “Una triangolazione necessaria tra Napoli, Salerno e aree interne. Dovremo essere bravi a utilizzare i fondi europei”.

Ma il tema cult son sempre gli avversari e le malelingue, quelle che gli consigliano di appendere la fascia tricolore al chiodo: “C’è questa idea immaginifica di tentare di fottermi: non ci riusciranno nemmeno il prossimo anno” ed è così che le Comunali già s’infiammano. “Ho visto cose incredibili, spavalderie nei miei riguardi. Oggi attaccano con le parole ma non andranno mai sui libri di storia”: il Campanile torna a suonare, quello “che è stato fatto cadere in maniera ingiuriosa e del quale avevo nostalgia. Sono stati 15 anni difficili da non augurare a nessuno”, e l’eco si espande: campane in festa, Mastella grida al miracolo politico.