“Un conto è l’irrespirabilità dell’aria, altro è parlare di un problema sanitario. Voglio rassicurare che non c’è pregiudizio alla salute, lo ha accertato l’Asl”. Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, fa il punto sulla vicenda dei miasmi in città e sulla schiuma comparsa sabato scorso nelle acque del fiume Calore, a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto “My Benevento – Città Digitale”.

“Sento parlare di disastro ambientale, come se i fiumi dipendessero dal Comune, ma bisogna verificare da dove provengano gli scarichi che transitano lungo il loro percorso. Su questo la competenza è della Regione”, ha detto Mastella respingendo le accuse rivolte al Comune. “Ho presentato personalmente denuncia ai Carabinieri forestali dopo il ritrovamento della schiuma nel Calore e, sul fronte dei miasmi, avevo adottato un’ordinanza che è stata poi regredita dal Tar. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Ho anche contattato il direttore generale dell’Arpac. Siamo consapevoli che, in piena estate, questi odori sono insopportabili e minano la serenità dei cittadini” ha aggiunto. Il sindaco però ricorda anche le opere messe a punto dalla sua amministrazione: “Finalmente è stata indetta la gara per il depuratore, con i lavori che partiranno a settembre. E – annuncia – è stato dato il via libera anche alla gara per la distribuzione del gas. Ho fatto in modo che arrivasse anche nelle contrade e anche nell’area stadio che, finora, ne erano sprovviste”.

Nodo smaltimento biomasse

Proseguono intanto gli accertamenti sul guasto verificatosi al depuratore consortile di Ponte Valentino, vittima di un possibile sovraccarico in seguito all’arrivo di reflui provenienti dall’impianto di biometano oggi fermo. E’ quanto emerso sulla scorta di una relazione Arpac, che a fronte delle numerose segnalazioni del Comune e dei residenti di contrada San Domenico, aveva nei giorni scorsi condotto diverse indagini presso l’impianto. In una nota inviata a Palazzo Mosti, la dirigente del settore Ciclo integrato dei rifiuti della Regione Campania ha precisato che la società potrà utilizzare le infrastrutture già esistenti esclusivamente per procedere alle operazioni di allontanamento delle biomasse presenti nel sito, adottando tutte le misure necessarie a prevenire qualsiasi forma di inquinamento ed escludendo in maniera tassativa ogni attività di recupero.

È proprio su questo punto che il sindaco insiste: “Bisogna togliere quel materiale dal sito. Fino a quando resterà lì, il problema dei miasmi continuerà a ripresentarsi. Ho cercato di accelerare i tempi per la rimozione” ma il ricorso della società accolto parzialmente dal Tar ha inciso sulle lungaggini dell’iter. La stessa ditta ha mostrato criticità in relazione alla data di ultimazione prevista nel cronoprogramma, che prevedeva la rimozione totale delle biomasse entro il 13 agosto, a causa di difficoltà a reperire siti autorizzati allo scopo.