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Megna (Civico22): “Caro energia non giustifica altri sacrifici per la scuola”

“Il caro energia vede al vaglio l’ipotesi della settimana corta per le scuole, ipotesi che pur avendo destato non poche perplessità e proteste tra gli addetti ai lavori, sembra data per decisa dall’amministrazione comunale, come se il settore scolastico non fosse già stato fin troppo martoriato dalla pandemia”: lo afferma in una nota Giovanna Megna, consigliera comunale di Civico22.

“Le considerazioni sono due, il metodo e il merito. Partendo da quest’ultimo – si legge -, se la ragione è esclusivamente di tipo economico, di che risparmio parliamo, visto che già molte scuole a Benevento di sabato sono chiuse? E non sarebbe più logico iniziare dagli uffici pubblici, anziché penalizzare sempre e ancora una volta i ragazzi, tenuti lontani dalle aule con conseguenze nefaste? Così come più sensato sarebbe – finalmente – investire sull’efficientamento energetico e la riduzione di sprechi in tutto il settore pubblico. Le esigenze dei ragazzi e delle famiglie sappiamo bene non essere priorità di questa amministrazione, vista la disastrosa gestione delle chiusure scolastiche, ma è assurdo pensare di ridurre il tempo scuola e condividere anche il ricorso alla DAD, sia pure solo di sabato, quando dovremmo abbandonare definitivamente questa pratica.

Proprio in un momento drammatico come questo, quando ancora raccogliamo i cocci della pandemia, il tempo scuola andrebbe aumentato, bisognerebbe tornare a pensare come tenere le scuole aperte con attività extrascolastiche, come recuperare il divario (imbarazzante) sul tempo pieno rispetto al Nord. E invece sembra che i sacrifici debbano essere fatti solo ed esclusivamente dalla scuola, come per la pandemia, adesso per la crisi energetica, per poi lamentarci se qualcuno dietro gli schermi ci è rimasto ed uscito definitivamente dalle aule o quando registriamo comportamenti deviati anche tra giovanissimi.

Ancora una volta anziché farsi guidare da ciò che è funzionale al benessere degli alunni, si fanno prevalere logiche esclusivamente economiche. Resta poi la questione del metodo: la decisione appare calata dall’alto senza un coinvolgimento delle famiglie. Anche nel rispetto dei ruoli, ci auguriamo che sia la scuola in autonomia a valutare con le famiglie, così come ci auguriamo vivamente che dalla scuola venga rispedita al mittente l’ipotesi di fare ancora ricorso alla DAD”.