
Ieri Fabio Bolzetta, giornalista professionista di TV2000, ha presentato nella sala del Centenario della Madonna delle Grazie, il libro “Miracoli a Lourdes. Il racconto diretto di chi è stato guarito“. La presentazione è stata organizzata dalla libreria beato Giovanni Paolo II, in collaborazione con i Frati minori della Madonna delle Grazie e dall’Unitalsi di Benevento.
Affiancato da Don Maurizio e Don Daniele ha raccontato della sue esperienze a Lourdes e dai suoi incontri con i miracolati, che lo hanno portato alla stesura di questa opera. Nel libro riporta cinque casi, su otto , di miracolati italiani. Storie raccontate con dovizia di particolari, dalla testimonianza diretta a quella indiretta, senza dimenticare documentazioni originali custodite dalle Commissioni collegiali mediche e canoniche presso gli archivi diocesani e presso il Bureau des Constatations Médicales di Lourdes.
Bolzetta afferma che Lourdes è un posto che trasmette serenità, nonostante ci sia tanta sofferenza e sottolinea come chi sta bene venga schiaffeggiato dalla sofferenza altrui tornando nuovo da questo viaggio. Un’ esperienza forte che porta ad interrogarti sull’inutilità di tante cose a cui si danno importanza ed incoraggia ad un riordino delle priorità che diventano più essenziali quando si comprende che non è necessario solo ricevere e pretendere dalla vita ma soprattutto dare.
Sono innumerevoli i volontari a Lourdes e riguardo a ciò Bolzetta afferma ”Questa forma di carità nel condividere la sofferenza è qualcosa di raro e prezioso, ma non così raro quando si tratta di Lourdes. Io non so se non ci fossero state persone e organizzazioni che con la loro generosità hanno accompagnato questi ammalati in fin di vita, se saremmo qui a parlare delle loro storie come miracoli”. Il giornalista, infatti, evidenzia più volte quanto sia fondamentale la generosità, nei miracoli che racconta risalta come gesti semplici di altruismo siano state piccole tessere di un disegno più grande chiamato miracolo.
Ieri si è soffermato, in particolare, sulla storia di Delizia Cirolli, bambina siciliana nata nel 1964, che va a Lourdes ignara del male incurabile che l’aveva condannata a morte. Una vita normale dove un dolore, come una punta nel ginocchio, rivela il feroce sarcoma di Ewing, i medici avevano proposto l’amputazione della gamba per darle opportunità di vivere qualche settimana in più. I genitori non prendono in considerazione questa proposta e portano, persa ogni speranza di guarigione, la bambina a Lourdes grazie a una catena di solidarietà.
Delizia Cirolli tornata dal viaggio continua a peggiorare, arrivando a pesare 22 chili. Una mattina poi il miracolo, intorno al natale del 76, alzandosi dal letto dove era da tempo costretta. Bolzetta che l’ha incontrata nel libro le chiede come si sia sentita in quel prodigioso momento e lei afferma ”Mi sono sentita come come quando va via una forte febbre all’improvviso”. Oggi la donna è dama dell’unitalsi ed infermiera.
Lo scrittore, ha elencato alcune caratteristiche preminenti delle guarigioni miracolose, che devono essere immediate, totali, permanenti, senza prodromi, ossia non dovute alla cure, da una malattia molto grave e per sempre. Ad esaminare i casi è un collegio di medici ai quali non è chiesto il loro credo ma a solo le loro competenze. I miracoli accertati sono 70 , ma ci sono 7.400 dossier di guarigioni inspiegate. L’ ultimo riconosciuto l’anno scorso a suor Bernardette, intervistata nel libro, a dimostrazione che ci troviamo di fronte ad eventi miracolosi nonostante le conoscenze scientifiche moderne e non di dicerie che si perdono nella notte dei tempi.
Inoltre ieri ha illustrato lo scrupoloso iter che porta a dichiarare prodigiosa una guarigione. Il Bureau des Constatations Médicales è l’ unico presidio medico permanete in un santuario affinché si possa verificare la straordinarietà degli eventi. Accertamenti, esami, perizie psichiatriche, nulla è lasciato al caso, ma è tutto sottoposto al minuzioso occhio della scienza che di natura cerca una risposta a tutte le cose. Dopo una votazione anonima a maggioranza assoluta del suddetto collegio, i casi vengono riesaminati dal Comitato Medico Internazionale di Lourdes composto da 27 luminari.
Per affermare che una guarigione è inspiegabile, almeno due terzi del CMIL dovrà votare a favore. I medici non usano la parola miracolo ma con le loro competenze accertano che non ci sia una spiegazione scientifica. Dopo la votazione positiva del comitato, il vescovo di Lourdes scrive una lettera al vescovo diocesano dove risiede il guarito, che può dichiarare l’avvenuto miracolo. Lo scrittore ha spiegato tutto ciò a riprova che a Lourdes non si grida al miracolo in modo avventato.
L’autore conclude con una domanda che accomuna i miracolati “ Perchè proprio a me?” quesito destinato a rimanere insoluto.
Italia De Luca








