Molinara, ottimi segnali dallo screening scolastico: negativi 105 test

Sabato 24 aprile nei locali della palestra comunale di Molinara tanti sono stati i genitori che hanno accolto la proposta dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Giuseppe Addabbo e hanno accompagnato i loro figli ad effettuare il test salivare antigenico. I test sono stati eseguiti dai medici locali Dr. Giovanni Cirocco e Dr. Donato Addabbo, dalla farmacista di Molinara, Dott.ssa Donatella Capozzo e dalle infermiere Maria Leppa e Sabrina Spagnoletti. Lo screening è proseguito, in particolar modo per il corpo docenti, lunedì 26 aprile nei locali della scuola primaria, in modo da permettere ai docenti non in servizio sabato di aderire all’iniziativa.

“Sono soddisfatta per tanti motivi – ha affermato l’assessore alla scuola Lucilla Ciroccoper la grande partecipazione all’iniziativa che ha visto l’adesione di circa il 90% degli interessati tra alunni, docenti e personale scolastico, sono contenta perché i 105 test processati hanno dato tutti esito negativo e questa notizia, in un momento drammatico che vive la nostra comunità, ci dà speranza e ci fa tirare un sospiro di sollievo. Voglio sottolineare, però, quelli che a mio parere sono gli aspetti importanti di questa iniziativa: il senso di comunità, la collaborazione, la solidarietà, l’unione delle tante competenze del nostro paese che si mettono al servizio della gente, dei bambini, dei genitori che vivono momenti di preoccupazione. Ringrazio davvero tutti. Sentivamo il bisogno di aprire le scuole, di dare un segnale di speranza alla nostra comunità“.

Soddisfatto anche il sindaco Giuseppe Addabbo: “Ringrazio tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa. La mia comunità ha vissuto e vive tuttora giorni intensi, di apprensione, di terrore. Abbiamo un elevato numero di positivi al virus Covid 19 e scegliere di aprire le scuole, in queste circostanze, non è mai una scelta facile. Non lo è per noi amministratori, per i dirigenti scolastici, per i genitori che vivono le paure per i loro figli, per i docenti, per gli addetti alle mense ma era nostro dovere dare ai ragazzi e ai bambini un segnale di normalità, di fiducia, una luce. Lo abbiamo fatto non in maniera scellerata, superficiale ma tenendo ben presente la situazione delicata che si vive in paese, confrontandoci con i nostri medici di base con cui c’è un rapporto continuo e diretto. Mi confronto spesso con la dirigenza della nostra ASL, con i responsabili del settore per valutare insieme le scelte e quindi le priorità”.

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