Circa duecento persone tra docenti, personale scolastico, genitori e studenti ai piedi della Prefettura contro la “scuola mostro”. Il corteo, rumoroso ma ordinato, si è riunito questa mattina a piazza Castello e ha raggiunto Palazzo del Governo dove una delegazione è stata accolta per chiedere l’immediata revisione della delibera regionale che dispone l’accorpamento degli istituti comprensivi Sant’Angelo a Sasso e Moscati. Cartelli e slogan hanno scandito la mobilitazione: “Free Sasso e Moscati”, “La Moscati e la Sasso non si toccano”, “Giù le mani dal nostro futuro”. Cori rivolti anche al sindaco: “Mastella ascolta, la scuola non si tocca”. Alla mobilitazione hanno aderito le organizzazioni sindacali, presenti anche esponenti di Forza Italia, Avs e Potere al Popolo.
Alla base della contestazione la decisione della Regione Campania, “assunta senza interlocuzione con le scuole, senza confronto sindacale e in assenza di una proposta della Provincia. Un provvedimento che colpisce l’istituto comprensivo più numeroso della città, in contrasto con le linee guida regionali sul dimensionamento” affermano gli organizzatori, secondo cui l’accorpamento darebbe vita a una vera e propria “scuola mostro”, con circa 1.700 alunni, centinaia di dipendenti e sei plessi sparsi sul territorio comunale, con pesanti ricadute didattiche e organizzative. A rendere la scelta ancora più critica è la tempistica: la decisione arriva a iscrizioni già aperte, imponendo modifiche al Piano Triennale dell’Offerta Formativa in corso d’anno e alimentando incertezza tra famiglie e personale. Da qui la richiesta di una revisione immediata della delibera e apertura di un confronto istituzionale con l’Ufficio scolastico regionale, gli enti territoriali, le organizzazioni sindacali e le comunità scolastiche coinvolte.
Flc Cgil: “Chiediamo incontro in Regione”
“Auspichiamo un incontro in Regione. E’ vero che l’assessore all’Istruzione si è da poco insediato e la tempistica ci è stata oggettivamente ostile, ma non ci si meravigli della nostra reazione”. Lo ha affermato Evelina Viele, segretaria generale della Flc Cgil Benevento, presente alla manifestazione. “Contestiamo metodo e merito – ha spiegato – di un provvedimento nato senza tavolo condiviso. Non sappiamo da dove abbia origine questa decisione e non se ne comprende il senso, quando esistevano alternative meno impattanti. Avevamo chiesto di soprassedere, anche in ragione di calcoli numerici e di numerosi ricorsi al Tar, ma il Ministero ha deciso di andare avanti con il piano triennale e di intervenire con i tagli su una provincia già fragile e ampiamente dimensionata. Nel mentre, la Provincia di Benevento continua a non prendere alcuna posizione”.










