
Mescolando tradizione ed innovazione per creare un sound contemporaneo avvolgente e graffiante. Lungo questa scia si è mosso il gruppo jazz “TriApology” nel concerto tenuto al Museo Arcos di Benevento nell’ambito della rassegna organizzata da “Sannio Europa”, patrocinata dalla provincia e diretta da Debora Capitanio. L’appuntamento ha fatto registrare ancora una volta il tutto esaurito. Forse perché piace respirare l’antico del mondo egizio accompagnato dalla moderna creatività artistica e musicale.
Pescando a piene mani nel repertorio classico, tre ecclettici musicisti, hanno rinverdito a modo loro brani storici di Sting, Prince, David Bowie, Jimi Hendrix, dei Police e dei Led Zeppelin. I componenti di TriApology sono: Vincenzo Saetta (sax alto ed elettronica),Michele Penta (chitarra ed elettronica),Ernesto Bolognini (batteria).La scaletta ha consentito di ascoltare alcuni pezzi caratterizzanti del loro ultimo album, intitolato “Rockinnerage” e prodotto dalla Tuk Music, l’etichetta di Paolo Fresu, uno dei più noti ed importanti jazzisti italiani. Il disco è stato pubblicato il 5 maggio scorso ed ha ottenuto un ottimo riscontro di critica e di pubblico.
“Il nostro lavoro -ha rilevato il sannita Saetta, che ha studiato al Conservatorio di Benevento- ha mirato a “disintegrare” l’idea armonica di fondo del repertorio prescelto. Ci siamo appropriati in maniera selvaggia dei ritmi standardizzati per farne un prodotto tutto nostro. Il mio gruppo ha cercato di rendere più intense e trascinanti e nello stesso tempo più dolci le musiche degli anni settanta, che è stato il decennio più creativo. Il tocco magico è arrivato dall’elettronica, che rompe e dinamizza questa nostra epoca metallica”.
Il concerto si è chiuso con lungo e affascinante brano dei Led Zeppelin e con “Solaris”,composto dallo stesso Saetta, tra gli applausi convinti del pubblico. Poi si è passati alle degustazioni dei vini dell’Azienda Agricola Masiello, dei Formaggi targati Savoia e del pane e salame della Masseria Frangiosa. La formula scelta ha dimostrato che il trittico arte, musica e cibo funziona, realizzando una splendida contaminazione.
Antonio Esposito









