E’ sicuramente uno degli eventi che sta animando maggiormente la città e sta valorizzando, al contempo, un’architettura storica di grande rilievo per la città, stiamo parlando di “Natale a Palazzo”, l’iniziativa voluta dalla cooperativa Ideas in collaborazione con Ar.eCa. Per saperne di più sull’evento abbiamo intervistato il presidente della Ideas, Mario De Tommasi.
La magia del natale arriva nella suggestiva cornice di Palazzo Paolo V. Cosa c’è dietro l’idea di Natale a Palazzo?
L’evento nasce per far riscoprire una serie di tradizioni legate al Natale che rischiano di scomparire. Gastronomia, tradizioni e storia a confronto con eventi per grandi e per bambini. Janare, San Nicola,la Befana. Un ensemble di sacro e profano teso all’esaltazione di una cultura ereditata dalle tradizioni ed ancora presente nei nostri piccoli centri.
Tanti gli eventi in programma, dall’albero di natale al cibo magico passando per un contest fotografico. Qual è il filo conduttore?
Il filo conduttore è l’esaltazione della nostra identità. Il Natale non è solo la corsa al regalo ma una festa che ci porta a ripetere una serie di tradizioni. L’idea è far riappropriare i cittadini della propria ritualità. Il regalo, l’albero, il presepe, la cometa.
Un’iniziativa che accende i riflettori, inevitabilmente, sul Palazzo che sembra stia conoscendo ultimamente un florido periodo in termini di visite…
Il Distretto Culturale Per terre, per bellezza, per santità ha fatto del piano terra del Palazzo un luogo dove poter trovare: Museo delle Streghe, Caffè letterario, Auditorium e area mostre accendendo i riflettori su uno dei luoghi più belli della città. L’affluenza è in crescita con picchi nei giorni festivi. Nel week-end dell’Immacolata sono stati staccati, solo al Museo, oltre 150 biglietti.
Guardando al futuro. C’è l’idea di riproporre l’evento il prossimo anno?
L’evento sarà riproposto con innovazioni tecnologiche e novità gastronomiche. L’antropologo V.Teti afferma: bisogna restare dove si è, e imparare a costruire con quel che resta. Non si possono cancellare tutti i passati. Noi abbiamo deciso di restare per costruire quel che resta ma anche per recuperare quello che è sfuggito o rischia di sfuggire. A tal proposito il mio plauso al lavoro sinergico di alcune cooperative per la valorizzazione del territorio: Ideas, Areca, Amistade, Social Lab, Acli, Natan, Consorzio Beni Culturali e Confcooperative.
L’intervista è leggibile anche sul numero di dicembre di Cronache del Sannio.







