“Natale senza luci”: il cinepanettone beneventano è servito

I due signori in foto si guardano attorno attoniti, perplessi e probabilmente anche confusi. Si aspettavano ben altro, come ben altro era stato progettato e ben altro era stato detto, a corollario di una manifestazione che a Benevento avrebbe dovuto avere dell’epico e segnare addirittura un’era: in quel preciso istante, i due signori in foto, spaesati, molto probabilmente avranno tracciato un parallelo con il Natale beneventano dei loro tempi, povero di spettacolarità ma ricco di valori, spiritualità e significato. L’effetto sorpresa è stato ottenuto ma al contrario, e a tre giorni dalla (non) inaugurazione, si fa ancora sentire, per l’anonimato del corso principale e la sequela di polemiche e scaricabarile che sta caratterizzando il tema nelle ultime ore.

“NATALE SENZA LUCI”
Un cinepanettone tutto beneventano che vede insieme tanti protagonisti sul set, con special guest la tanto acclamata Martina Stella che, povera lei, è stata testimone di una grandissima figuraccia che ha fatto il giro del web e non solo. Le avvisaglie del flop si sono avute sin dai giorni antecedenti all’inaugurazione, e in tanti hanno storto il naso sabato sera durante le prove generali. La voce si era sparsa, come sempre del resto in una città piccola e “chiacchierona” come quella sannita, e sembra assurdo che alle orecchie del sindaco Mastella o del presidente della Camera di Commercio Campese, non sia arrivato nulla. Anzi, quest’ultimo sabato sera supervisionava i lavori della ditta appaltatrice Emmedue Srl. Mettiamo un freno agli attacchi strumentalizzati, poiché opinioni e considerazioni devono avere sempre una base costruttiva, almeno per chi scrive, ma che il progetto sembrasse fin troppo avveniristico per non dire azzardato, lo si era visto sin dalla sua presentazione alla stampa. Le informazioni riservate ai giornalisti sono dettagliate e quasi non spiegano il clamoroso flop del giorno dell’Immacolata, ed è così che più facile viene addossare la colpa a coloro i quali è stato commissionato il lavoro. Senza dubitare della professionalità dell’Ordine degli Architetti sanniti (un errore non deve pregiudicare l’intera categoria), dall’altro lato non possiamo nemmeno gettare la croce addosso a una ditta che “fa questo di mestiere” e ha lavorato in ambiti davvero importanti. Il titolare si è difeso dichiarando di aver fatto tutto in base a ciò che era stato richiesto, parlando di un progetto impraticabile e di volersi anche lui tutelare nelle sedi opportune per ricevere quanto stabilito senza avere danni d’immagine. Così come non si può dubitare dell’efficacia dei mezzi a disposizione, in dotazione da un’azienda calabrese, la Goboservice, leader nel settore dal 2002 e che ha illuminato artisticamente il Natale di numerose città, perfettamente riusciti (le testimonianze sono comprovate dal canale YouTube della stessa impresa e da tante foto sparse per la rete). Se poi l’intento era quello di imitare Como, con la Città dei Balocchi che sta ottenendo un successo strepitoso, o la più famosa e globale “Festa delle Luci” di Lione, beh l’impresa sarebbe stata ardua sin dalle fondamenta. A partire dai fondi a disposizione, fino ai problemi logistici: lo spazio ristretto che intercorre tra i due lembi di strada lungo la principale arteria cittadina può essere risultato il primo e grande elemento di ostacolo alla riuscita di un progetto che, visto sulla carta, aveva più le sembianze di un’utopia rispetto alla pratica. Ammettiamo che l’esaltazione aveva preso il sopravvento in tutti, riscontrandosi però con la realtà dei fatti, ovvero la mancanza di tempo a disposizione per la realizzazione, per le classiche “prove” e soprattutto un piano di fattibilità oltre che di riuscita. Sicuri, probabilmente, dello scontato esito spettacolare.

RITORNO ALLE ORIGINI
In attesa che chi di dovere dia delle spiegazioni ufficiali, magari smentisca e fornisca delle delucidazioni alla cittadinanza che non siano meri scaricabarile per tutelare la propria immagine, oramai già lesa, il Comune provvederà a salvare il Natale. Il sindaco Mastella, dopo aver sin da subito rigettato qualsiasi responsabilità per un inconveniente che non è nelle sue dipendenze, ha sbolognato Camera di Commercio, Valisannio e architetti chiamando in causa il direttore artistico di “Città Spettacolo”, “Tartufo al Borgo” e “InCanto di Natale” Renato Giordano affinché faccia da “designer” per la nuova illuminazione cittadina. Pochi fondi, si farà di necessità virtù con un ritorno alle origini, ovvero i cari e vecchi abeti a fare da contorno alla classica e tradizionale illuminazione natalizia, metafora del “vecchio è sempre meglio del nuovo”. Fondi col contagocce in dirittura d’arrivo dalla Regione e che dovranno servire soprattutto a regalare lo spirito del Natale anche negli altri quartieri. Ciò detto, va a farsi benedire lo spirito di collaborazione (nonostante la diplomazia del Primo Cittadino) con la Camera di Commercio e l’Ordine degli Architetti, promotori di una rete virtuosa che avrebbe dovuto dare i primi grandi risultati proprio con le proiezioni natalizie. E il programma di eventi canori, già in via di definizione e ridotti rispetto agli altri anni, subirà ulteriori tagli, per buona pace di coloro i quali preferiscono riversarsi per strada dopo il cenone piuttosto che giocare a carte in famiglia. Famiglie impegnate, in un’escalation di via-vai tra negozi e centri commerciali, alla corsa al regalo, ed è proprio in tal senso che è stata indirizzata la class action di Confcommercio nei confronti della Camera di Commercio e Valisannio. Un danno d’immagine ma soprattutto economico per gli esercenti, a detta della confederazione, che sta raccogliendo i primi consensi tra chi si sente leso dal “blackout” di domenica sera. Soldi, pochi, sperperati nell’intento di fare, sicuramente, la cosa giusta: anche per questo servono risposte. Risposte alla popolazione, ai commercianti, alle istituzioni, in una città rassegnata a vivere nell’ombra, senza sussulti né “wow” e che magari aspetta eventi di cartello per esaltarsi ancora. L’atmosfera di disincanto è palpabile ma si sa, a Natale si è tutti più buoni…

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