S’inaugura il nuovo Consiglio provinciale: è subito botta e risposta sui concorsi

Si è insediato alla Rocca il Consiglio provinciale eletto lo scorso 21 dicembre, tra l’incognita legata alla durata del mandato e i buoni propositi di dialogo tra maggioranza e opposizione che si schiantano sul caso concorsi, regalando un avvio di consiliatura alquanto frizzante. Proclamati gli eletti, il presidente Nino Lombardi pre-annuncia che nella prossima seduta si discuterà della costituzione delle commissioni, cosa auspicata dal gruppo di Forza Italia costituito da Anna Iachetta, unica quota rosa in assise, e Vincenzo Fuschini.

I due, sin da subito, hanno fatto capire la linea che adotteranno in seno al consesso, suscitando la replica dei mastelliani, ed ex azzurri, Antonio Capuano e Nascenzio Iannace, quest’ultimo abbastanza stizzito. “Chiediamo che vengano revocati gli atti delle procedure di selezione mediante colloqui e di bandire concorsi regolari” l’invettiva della Iachetta. “I concorsi sono tutti regolari: se ci sono anomalie rivolgetevi alla magistratura” la replica di Capuano. “Ditemi quale Comune non ha espletato i concorsi mediante l’articolo 110. Io rispondo alla mia coscienza e mi sento tranquillo, abbiamo fatto sì che la provincia si dotasse di risorse umane e finanziarie” chiosa il presidente Lombardi.

Alza il tiro anche Vincenzo Fuschini, che ammonisce il vertice della Rocca: “Riteniamo doveroso assumere scelte politico-programmatiche che non rispondano a logiche di parte ma alle necessità dei territori. L’auspicio è di non trovarci davanti alla programmazione dei caminetti frutto di accordi politici”. Iannace non ci sta: “Mi sento un po’ offeso: qui non ci sono né amici né caminetti, sgombrate le vostre ideologie. Abbiamo spalle larghe e tempo per farvi ricredere”. Forte anche la risposta di Alfonso Ciervo, consigliere di Essere Democratici: “Non c’è un Comune che non sia stato beneficiato da interventi per scuole, ambiente, viabilità”.

Giuseppe Antonio Ruggiero, il consigliere più longevo, non crede nell’entrata in vigore, a stretto giro, della riforma delle Province: “Credo che questo Consiglio durerà. La scorsa è stata una legislatura di pacificazione e provvedimenti attuati. C’è da adottare ancora il nuovo Piano territoriale di coordinamento provinciale, vecchio di dieci anni”. Ad aprire il giro d’interventi il neo-eletto Carmine Agostinelli, segretario provinciale di Noi di Centro, che ha inaugurato la seduta omaggiando suo padre Donato, che quei banchi li aveva già conosciuti: “Oggi siamo presenti entrambi in quest’aula, a ruoli inversi: spero di mantenere alto l’onore della famiglia e della comunità sannita”.

Chiusura dedicata, come da copione, al presidente Lombardi che ha modo di replicare alle dichiarazioni d’intenti dell’opposizione: “In questa sede, in maniera corale, rappresentiamo il livello istituzionale più immediato ai Comuni. L’unione può farci vincere tutte le sfide, ma invidia e gelosia ci precludono la crescita, per cui facciamoci del male da soli. Le opere da 152 milioni attuate sono però atti concreti, non fantasia”.

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