Nutri-score, Michele Latella replica con una lettera al Ministro Bellanova

Il responsabile nazionale del dipartimento politiche agricole e forestali di Realtà Popolare, Michele Latella, replica a quanto dichiarato dal ministro dell’Agricoltura in materia di nutri-score. In particolare Teresa Bellanova sostiene che bisogna dare vita ad un sistema comune a tutta l’Europa per evitare che si creino disparità tra Paese e Paese in una materia così delicata.

“Caro ministro, è inaccettabile che l’Italia debba pagare ancora una volta perché si vuole tenere unita un’Europa che non vuole essere compatta sul mercato. Avendo io parlato del nutri-score il 2 gennaio 2020 e scoprendo che il giorno 6 lei stessa ha rilasciato diverse interviste proprio a proposito di nutri-score, mi permetto di risponderle apertamente. Lei mi parla di “Rinviare al mittente l’etichetta nutrizionale Francese”, considerandolo un atto dovuto a tutti i produttori e consumatori italiani, nonché europei. Potrei anche essere d’accordo, ma perché non dice come intende muoversi se la Francia non dovesse essere d’accordo?” replica Michele Latella.

“Lei – prosegue – mi dice che bisogna creare un’etichetta comune a tutti i Paesi dell’UE, per evitare che lo stesso prodotto possa essere considerato salutare in Italia e non salutare in Grecia. Ha già avviato contatti con gli altri ministri dell’Agricoltura? E cosa le stanno rispondendo? Lei afferma che l’etichetta a semaforo francese non fornisce una informazione compiuta al consumatore e che adottarla in Italia costituirebbe solo un probabile rischio sul mercato estero. Informazioni che, in linea di massima, potrei anche condividere ma tutto ciò continua a disorientare il consumatore! Lei mi parla inoltre di inserire, oltre al famoso semaforo, anche delle quantità consigliate facendo paragoni inconsistenti sull’utilizzo di 50g di parmigiano a fronte di 2kg. Questa è una superficialità da parte del dicastero all’agricoltura perché l’etichetta a semaforo francese è già di fatto un pericolo per cinquemila eccellenze italiane dato che Germania, Spagna, Belgio, Svizzera e a breve i Paesi Bassi hanno scelto di adottarla su base volontaria. Inoltre la vostra proposta di togliere la volontaria adottabilità o meno dell’etichetta a semaforo potrebbe essere un errore perché nessuno assicura che ad essere dichiarata inderogabile sia il sistema di etichettatura all’italiana dato che il sistema francese è già in uso in sei Paesi Europei. E quindi di che volontaria adottabilità vogliamo parlare?”.

“In realtà l’Italia – conclude Latella – è già in forte ritardo per scongiurare la concorrenza sleale che lei dice di voler evitare sul mercato europeo. Possiamo solo sperare che il suo dicastero si adoperi nel proporre un’etichetta italiana che si muova al contrario e cioè a rendere la dieta mediterranea convincente agli occhi dei consumatori italiani ed europei. Lasciamo da parte le critiche mosse ai governi precedenti e si metta al lavoro per non affossare ancora di più un comparto già penalizzato oltre misura da quelle stesse politiche che lei tanto difende”.

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