Ordine avvocati e Comitato pari opportunità lanciano progetto “Invisibilia”

ll Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Benevento e il Comitato Pari Opportunità presentano alla stampa il progetto “Invisibilia”, venerdì 18 novembre alle ore 11.30, presso la Sala mediazione COA. Il progetto si propone di illuminare zone d’ombra della violenza di genere, fenomeno complesso e ancora irrisolto, e si articola in una serie di iniziative che si svolgeranno a ridosso del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Si parte dalla presentazione di un video realizzato dalle donne del Palazzo di Giustizia, tratto dal testo della Giudice Paola Di Nicola Travaglini, dal titolo “Al nostro fianco da coraggiosi partigiani”. Si prosegue con l’allestimento al primo piano del Tribunale della mostra fotografica e presentazione dell’inchiesta realizzata da Stefania Prandi, giornalista e fotoreporter, dal titolo “Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta”, un lavoro unico nel suo genere che racconta il dolore dei familiari delle donne vittime di femminicidio. L’inaugurazione si terrà il giorno 21 novembre, alle 15.30, con la partecipazione dell’autrice e un focus sulla protezione degli “orfani speciali”, con l’intervento di Lella Palladino, sociologa, fondatrice della Cooperativa EVA, rete di centri antiviolenza e case rifugio.

Il 23 novembre, sempre all’interno del Tribunale, alle 15.30, incontreremo idealmente le donne dissociate di ‘Ndrangheta, attraverso il lavoro straordinario di inchiesta della giornalista Dina Lauricella, autrice de “Il Codice dei disonore. Donne che fanno tremare la ‘Ndrangheta”. Saranno presenti, oltre all’autrice, l’avv. Mariarita Stilo del foro di Reggio Calabria, e Anna Garofalo, Referente provinciale di Libera Salerno, con cui approfondiremo il progetto “Liberi di scegliere” che si propone di aiutare e accogliere donne e minori che vogliono uscire dal circuito mafioso.Dalle famiglie criminali tracceremo una linea verso i Paesi dove si realizza un vero e proprio apartheid di genere, con l’aiuto di Barbara Schiavulli, giornalista di guerra e direttrice di Radio Bullets, che da oltre 20 anni segue gli accadimenti in Afghanistan.

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