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Le pagelle: Glik, quante ombre. Barba si prende lo scettro, Lapa is on fire

Foto LaPresse

Il Benevento frena sulle sponde del Lago di Como impattando 1-1 contro i lariani, con l’handicap dell’espulsione rimediata da Kamil Glik dopo venti minuti di gioco. Non arriva la terza vittoria consecutiva che sarebbe valsa la miglior partenza della Strega in B: Caserta vara il turnover cambiano i due terzi del centrocampo (dentro Tello e Viviani con Ionita) e gli interpreti delle fasce (Elia e Brignola, sostituito per inserire Vogliacco in dieci uomini) e con Lapadula alla prima da titolare in questo campionato. Proprio l’italoperuviano, alla prima occasione utile, toglie le castagne dal fuoco e consente di riequilibrare un match che pendeva fortemente verso i padroni di casa, passati in vantaggio dal dischetto con Cerri. Nella ripresa la squadra si è mostrata matura e solida, con il tecnico giallorosso che ha ridisegnato lo scacchiere in campo provando anche a raggiungere la vittoria. Di seguito le valutazioni.

PALEARI 6: intuisce la direzione del rigore ma Cerri è bravo a metterla dove non può proprio arrivarci, evitando con intelligenza poi il face to face cercato dall’attaccante lariano. Nell’arco del match comunque non corre troppi pericoli ed è sempre attento, anche grazie all’imprecisione degli avversari.

LETIZIA 6: solo un errore all’inizio poi gestisce con classe Parigini e si fa vedere anche in avanti. Ha grinta che sfodera in piccole dosi dilazionate, non è una gara semplice.

GLIK 4: rosso sacrosanto. Cerri scatta, lui interviene in ritardo e per di più in maniera scomposta. Costringe i compagni a giocare oltre 70 minuti in inferiorità numerica: inizio di campionato con poche luci e tante ombre per uno dei leader massimi designati di questa squadra.

BARBA 7: Glik posa lo scettro ed è chiamato lui a salire sul trono. Pulisce qualsiasi pallone che arriva in area, attento e bravo in ogni circostanza aerea o negli attacchi frontali. Cerri sin da subito si dimostra un ospite indesiderato: lui prende le misure e poi lo mette alla porta.

FOULON 6: tallonato da Iovine, si mostra meno lucido nella prima frazione, venendo fuori nella ripresa quando il Como riparte forte alla ricerca del nuovo vantaggio. Ha anche benzina nelle gambe per attaccare.

TELLO 5,5: il Como preferisce affondare sin da subito dalle sue parti, dove il raddoppio con Letizia non funziona alla grande. Causa poi il rigore su Vignali ingenuamente, facendosi beccare alle spalle. Si fa perdonare a metà con l’assist a Lapadula per il gol del pari (dal 10′ st Calò 6: le sue geometrie servono prima nel 4-4-1 poi nel 4-3-2, assetto che lo vede rendere al meglio).

VIVIANI 5,5: come un’altalena alterna alti e bassi. Il suo utilizzo dal primo minuto sorprende ma non troppo, essendo alla terza gara in una settimana, ed è logico che l’ultimo arrivato debba ancora ambientarsi, ma lì in mezzo si soffre troppo e lui ha la tendenza spesso a nascondersi. Esprimendosi in sicurezza può tirare fuori il meglio di sé (dal 26′ st Acampora 6: chiamato a dare muscoli e dinamicità a un centrocampo scollato: nel finale il Benevento potrebbe anche spuntarla).

IONITA 6: prova a metterci qualche piccola toppa correndo su e giù per il campo, provandoci anche con una spizzata di testa e fornendo gli spunti necessari per le ripartenze nella ripresa.

BRIGNOLA SV: difficile dargli un giudizio per via dello scarso minutaggio e dell’inizio a tutto gas del Como che ha limitato le sortite offensive dei sanniti (dal 21′ pt Vogliacco 6,5: entra concentrato e subito in partita andandosi a prendere la questione con Cerri. Cuore caldo e sangue che ribolle: di lì non si passa e se Barba sale sul trono, lui gli fa da braccio destro. Conferma le ottime impressioni di inizio stagione).

LAPADULA 7: alla prima occasione utile la mette dentro, con la complicità di Gori: Lapa is on fire e sigla il quarto gol in due partite, tutto in quattro giorni. Soffre però di solitudine, come in un vecchio copione già scritto, ma ha la forza e la determinazione per farsi spazio da solo. Guerriero, migliore in campo insieme a Barba.

ELIA 5,5: l’asse con Letizia funziona, a volte, se solo alimentato dallo spirito di collaborazione, che da parte del capitano non manca. Da lui invece pochissimi spunti (dal 26′ st Moncini 5,5: si presenta con una rovesciata da Figurine Panini, chiamato come con il Cittadella a dare supporto a uno sfinito Lapadula. Stavolta la magia non funziona).

CASERTA 6: opta per il turnover e l’impatto del suo Benevento col match è alquanto infelice. Le lacune a centrocampo sono evidenti mentre Lapadula è costretto a fare a sportellate da solo. Glik ci mette poi del suo ed è qui che emergono tutte le capacità da stratega del tecnico di Melito di Porto Salvo, bravo a muovere le pedine come in una partita a scacchi. Torna nel Sannio con un punto in saccoccia e una buona dose di ottimismo, ma di fronte c’era anche un Como sciupone e ancora alla ricerca della prima vittoria.