Le pagelle: Leverbe perdonato a metà, Capellini le sbaglia tutte, Forte spaesato

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Crisi nera per il Benevento che perde anche a Como e rimanda la prima gioia in giallorosso per il tecnico Fabio Cannavaro, alla seconda sconfitta consecutiva e con soli due punti raccolti in quattro gare. In riva al lago Leverbe spiana subito la strada ai lariani che passano dopo tre minuti con Cerri, poi il francese si fa perdonare sei minuti dopo firmando il momentaneo pari, ma è sempre Cerri a riportare avanti i suoi con una rete alquanto evitabile al 22′. Da segnalare l’ennesimo infortunio, questa volta occorso a Ciano, uno degli elementi di maggior qualità, e altra tegola per una Strega già incerottata fino ai piedi. Difficile salvare qualcuno nel tracollo del “Sinigaglia”, Capellini il peggiore, tanti gli errori anche i più semplici. Malissimo Forte, spaesato davanti al portiere. Schiattarella e La Gumina gli ultimi ad arrendersi. Vani gli sforzi, seppur sterili, nella ripresa con il passaggio al 4-3-2-1. Le pagelle dei giallorossi:

PALEARI 5,5: può poco o nulla contro la doppietta di Cerri che lo prende in controtempo sul primo gol e lo inchioda all’angolo sul secondo. Evita il 3-1 neutralizzando a tu per tu l’ex Parigini, reo però di calciargli in bocca.

CAPELLINI 4,5:
immobile sullo stacco di Cerri che fa doppietta, poco reattivo in veste di braccetto a destra. Sbaglia uscite e appoggi soprattutto col passaggio a quattro dietro, nell’ultimo assalto stacca di testa rubando la scena a Simy. Pomeriggio totalmente da dimenticare.

LEVERBE 5,5:
risente ancora dell’influsso negativo della Ternana e regala subito il vantaggio a Cerri con una disattenzione madornale, poi pareggia i conti staccando indisturbato sul corner di Ciano. Cannavaro lo adatta al centro memore della brutta prestazione di sabato scorso, un paio di chiusure e un’ammonizione sulle spalle. Resta negli spogliatoi all’intervallo, non proprio una gratifica (dal 1′ st Farias 5,5: apparecchia per La Gumina che non va a bersaglio, allora ci prova mettendosi in proprio ma anche lui senza esito. Un po’ di brio ma si sgasa subito).

PASTINA 5,5:
il più giovane ma anche il difensore che commette meno errori. Oggi profilo basso, il che lo espone a rischi minori ma anche a mettersi poco in mostra. Vuol attirare l’attenzione su di sé con un piazzato da buona posizione, chiede troppo però al suo mancino.

IMPROTA 5,5:
chiama al miracolo Vigorito con una volée, cerca il dialogo con Koutsoupias ma le acque non si smuovono. Nella ripresa funge da terzino e cala ulteriormente il raggio d’azione (dal 24′ st Foulon 5,5: qualche sortita e un assist per Forte gettato alle ortiche, nulla più).

KARIC 5,5:
impatta sulla diga eretta da Longo a centrocampo e fatica a entrare in partita. Prova ad alzare i giri col passaggio a tre a centrocampo e fa la barba al palo con una conclusione da fuori (dal 24′ st Simy 5,5: entra lui e i cross al centro scarseggiano. L’unico spunto di testa al minuto 87, il secondo glielo scippa Capellini all’ultima spiaggia).

SCHIATTARELLA 5,5:
tocca tanti palloni e davanti alla difesa è una presenza importante così come lo è in campo per temperamento e carattere. In certe fasi manca la lucidità e oggi deve abbassare anche lui la china, seppur sia l’ultimo ad accettare la resa.

LETIZIA 5:
fa fare a Chajia ciò che vuole sulla fascia consentendogli di servire Cerri per il raddoppio vincente del Como, mentre in fase di proposizione non incide abbastanza. Questa volta resta in campo fino alla fine, ma le batterie sono esaurite e le idee latitano.

CIANO 6:
serve a Leverbe l’assist per farsi perdonare mentre Ioannou lo condanna all’uscita dal campo dopo una brutta entrata. Si aggiunge anche lui alla lunga lista di infortunati, una maledizione (dal 14′ pt Koutsoupias 5,5: qualche trama con Improta ben lontane dalla riuscita. Nella ripresa funge da mezz’ala, le dà e le prende in una lotta a tratti impari).

LA GUMINA 5,5:
ha sui suoi piedi l’occasione più ghiotta per pareggiare ma Ghidotti gli chiude lo specchio. La sua posizione nel primo tempo è un ibrido che finisce per penalizzare la sua presenza nell’economia d’attacco ma fino alla fine non si sottrae mai alla battaglia.

FORTE 5: scarso mordente sotto porta nonostante qualche pallone arrivi dalle fasce, ma ad avercene uno buono. Ecco che appare a cinque dal novantesimo, manca però la deviazione decisiva. Esce subito dopo, mesto mesto (dal 40′ st Vokic sv).

CANNAVARO 5,5:
attenuanti, un’infermeria zeppa e l’ennesimo cambio forzato dopo solo un quarto d’ora. Una formazione per forza di cose rivisitata e proprio per questo sperimentale, ma il processo di crescita sul piano della proposta di gioco e delle idee frena ancora scontrandosi con la crudeltà del risultato agevolato ancora dagli svarioni dei suoi. Nemmeno il cambio d’assetto nella ripresa e i nuovi ingressi hanno dato la scossa e con il materiale a disposizione le soluzioni scarseggiano. La Strega è finita in un tunnel depressivo e ora è chiaro che se le gambe non vanno è anche e soprattutto per via della testa. Un’impresa da campioni del mondo rialzare questo Benevento.

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