“Non possiamo far altro che prendere atto di come Pago Veiano, contesto dell’evoluto Occidente, a terzo millennio inoltrato, sia costretta a convivere con la carenza di quello che è un bene assolutamente primario quale l’acqua”.

Esordisce così la nota del gruppo consiliare di opposizione del parlamentino di paese. “Nonostante gli slogan del nostro sindaco, purtroppo – proseguono Cinzia Antonino, Filippo Polvere e Giovanni Carpinone – la realtà è quella di una difficoltà grave e perdurante nella disponibilità idrica. Nonostante gli sbandieramenti vari, gli slogan ed i proclami del Primo Cittadino, il problema persiste ed è un problema che non è stagionale, come sarebbe anche fisiologicamente tollerabile durante il periodo estivo, ma che investe i 12 mesi.
E che, in questo periodo particolare di emergenza epidemiologica, ha avuto un peso specifico decisamente notevole stante le necessità di procedere a continue igienizzazioni delle persone e delle cose”.

“L’intervento che doveva essere risolutore – insistono dal terzetto di opposizione – risolutore non è stato. L’opera posta in essere non ha colto il cuore del problema: ed è imbarazzante ammettere come un investimento finanziario di quella portata, ovvero 2 milioni di euro, ci abbia lasciato nel medesimo stato di prima. È evidente come non sia stato colta la natura dell’inconveniente. Ed intanto cosa si fa? Il Comune si limita beatamente a postare i fax emessi dall’azienda che gestisce il servizio e con i quali si fa annuncio, di volta in volta, di nuovi disguidi e carenze. Ne abbiamo fatto collezione, ormai, tale da poter tappezzare una parete. Se la nostra Amministrazione comunale avesse peso politico ed un pizzico di dignità, dovrebbe necessariamente attivarsi al fine di comprendere quale sia realmente l’accorgimento tecnico da attivare. E quindi ricercare presso le preposte Istituzioni superiori le modalità finanziarie per risolvere il persistente problema”.

“In attesa di questi ipotetici ed utopici interventi risolutivi, però, urge valutare un piano b alternativo al fine di alleviare le sofferenze di una parte della cittadina che costantemente si ritrova con i rubinetti a secco. Variamo un piano di razionalizzazione, stiliamo un programma con giorni ed orari di fruizione area per area del paese. Non sarà il top delle soluzioni ma, quanto meno, i cittadini potrebbero avere una mappatura ed idee più chiare. E non ritrovarsi di punto in bianco spiazzati dalle continue e cicliche mancanze. Pianifichiamo, organizziamoci. Noi, come opposizione consiliare abbiamo già dato prova di interessamento e rinnoviamo la nostra disponibilità in uno spirito che è e sarà sempre costruttivo. L’importante, però, è capire come aiutare i pagoveianesi. Perché situazioni come queste – la conclusione – mortificano la dignità di una Comunità intera”.