Oggi, nella Domenica delle Palme, la storia dei sapori sanniti fa tappa dal pizzo panaro. È un dono antico, per tradizione da gustare nel periodo pasquale e da portare la Domenica delle Palme come dolcezza di pace, armonia con il prossimo, piccolo rituale di felicità quest’anno interrotto. Tuttavia, questa variopinta dolcezza, può essere preparata e assaporata a casa.

Il nome forse deriva dalla sua forma tonda come una pizza e veniva portato in un “panaro”. Secondo il proverbio “Palma a te pizzo panaro a me” chi lo donava riceveva un ramoscello di pace. È un pan di spagna, colonna portante del tempio della pasticceria, addolcito dalla glassa con una pioggia di confettini colorati a ricordare che è primavera e tempo di rinascita.

Allegro e gioioso, strappa un sorriso solo a vederlo, due nel mangiarlo. Di semplice esecuzione, serba in sé la bontà di aver avuto il pensiero per l’altro. Per tradizione veniva portato dai bambini a padrini, madrine e parenti, a sigillo dell’amore familiare.

Ingredienti

50 gr. di zucchero

50 gr. di farina

3 uova

1 cucchiaio di zucchero a velo

1 cucchiaio di succo di limone,

burro e farina per la tortiera

Glassa

250 gr. di zucchero

mezzo bicchiere di acqua

confettini colorati

Procedimento

Montare gli albumi a neve con il cucchiaio di zucchero a velo e il succo del limone. In una pentola mescolare i tuorli con lo zucchero semolato, intiepidire leggermente il composto a bagnomaria, togliere dal fuoco e con uno sbattitore elettrico renderlo spumoso. Aggiungere delicatamente, ai bianchi d’uovo, la farina setacciata e unire ai rossi.

Preriscaldare il forno a 180°, imburrare e infarinare la tortiera e infornare per circa 30 minuti. Per la glassa far sciogliere, con l’acqua, lo zucchero a fuoco basso, aumentare la fiamma, quando si forma la schiuma è pronta. La glassa va versata sul dolce tiepido con i confettini colorati.

Italia De Luca