Panchine rosse, detenute e studenti contro la violenza sulle donne: “Non una di meno”

Siamo state amate e odiate, adorate e rinnegate, baciate e uccise, solo perché donne(Alda Merini).

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, tema che ancora oggi, sul tramonto del 2022, è necessario raccontare. Sono tante le iniziative che vengono portate avanti e che oggi ci ricordano storie di femminicidio, di violenza, ma anche storie di resilienza e di una giustizia che non sempre è stata capace di condannare in maniera corretta.

A Benevento tante le manifestazioni, come quella al Teatro Romano, quella al Liceo “Guacci” e all’Ipsar “Le Streghe”, e quella nel Giardino “Andrea Annaloro”, nei pressi della Chiesa San Gennaro dove gli studenti dell’IIS “Galilei Vetrone” e del Liceo Classico “Pietro Giannone” hanno piantato un roseto. Con un segno sul volto, un fiocco sul petto ed una panchina rossa, il ricordo che, solo nel 2022, gli omicidi di donne in ambito familiare e affettivo sono stati 104, le violenze sessuali denunciate sono state 4.416.

Lo sguardo degli studenti ha lasciato trapelare tanta amarezza, ma anche tantissima consapevolezza e soprattutto l’importanza di denunciare sempre, anche al primo accenno di violenza, che sia fisica o anche verbale. Le testimonianze poi di due detenute del carcere femminile di Benevento sono state il valore aggiunto della giornata. “E’ stato importante per noi poter ospitare il carcere e ricevere da loro questa panchina rossa per celebrare la violenza sulle donne – dice la Preside del Liceo “Guacci” Giustina Mazzaè importante perché sappiamo che è stata realizzata da detenuti che stanno scontando la loro pena e che stanno riflettendo molto sugli errori commessi.Gli studenti hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa, hanno preparato anche una performance, ma quello che maggiormente ho detto ai miei ragazzi che sulla violenza sulle donne non si deve riflettere e dibattere solo il 25 novembre, ma lo si deve fare ogni giorno“.

Con lo stesso spirito anche gli studenti dell’Ipsar “Le Streghe” hanno accolto le detenute del carcere di Benevento che, così come al Guacci, hanno donato una panchina rossa da loro realizzata. “E’ scandaloso pensare che si continui ancora oggi con questi omicidi nei confronti delle donne, che ci sia così tanta disumanità e regresso sociale. Dalla scuola si deve ricominciare – dice la Dirigente Antonella Gramazioispirando la vita delle persone soprattutto attraverso la cultura del sé e dell’altro: lo studio è l’unico mezzo per aprire la mente“.

Altro appuntamento della giornata è stato quello nel Giardino “Andrea Annaloro”, nei pressi della Chiesa San Gennaro. Un momento di condivisione e sensibilizzazione parlando questa volta non solo della violenza sulle donne, ma soprattutto esaltando storie resilienti attraverso una mostra fotografica dal titolo “Come rose che bucano l’asfalto” realizzata dalla Cooperativa Social Lab 76. “Bisogna opporsi a quel racconto che si fa del femminile – racconta Mafalda Garzone di Social Lab 76 – unicamente noto come vittime piuttosto che come donna subalterna, donna fragile che in qualche modo deve essere sempre protetta da un maschile. In questa mostra si parla di donne che si sono fatte da sole, che si sono realizzate da sole, e quindi abbiamo voluto portare una visione più realistica e resiliente del femminile“.

Di grade impatto emotivo, prima di procedere alla piantumazione del roseto, con l’Assessore Alessandro Rosa presente a questo momento di condivisione, è stato la lettura da parte della Red Roger, la compagnia teatrale di Benevento, di alcune sentenze emesse come ad esempio: “Troppo mascolina. Poco avvenente. E quindi è poco credibile che sia stata stuprata, più probabile che si sia inventata tutto“; altra sentenza shock letta dagli attori è stata: “La vittima non ha urlato o chiesto aiuto, ma avrebbe detto solamente “basta”, manifestando, sentita sui fatti, ricordi non nitidi e precisi”.

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